Cinema, Orfini e Fiorello: dopo mesi di tensioni, il governo apre al dialogo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Dopo mesi di scontri, polemiche e risposte a vuoto, il governo sembra aver finalmente riconosciuto la crisi che attanaglia il settore cinematografico. Lo sottolinea con amarezza Francesco Orfini, che da tempo denuncia l’immobilismo delle istituzioni: "Per mesi abbiamo chiesto incontri, spiegato che il tax credit era sbagliato, segnalato l’emergenza. Ci hanno risposto che esageravamo, che bastava parlare con Anica e Apa, che tutto funzionava". Un muro contro il quale si sono scontrati produttori, registi e attori, costretti a fare i conti con un decreto considerato paralizzante.

Proprio in questo clima teso, l’incontro tra una delegazione del mondo del cinema e il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha segnato una prima, timida svolta. A confermarlo è Giuseppe Fiorello, che a margine di una conferenza stampa a Roma ha parlato di un confronto "importante, basato sull’ascolto reciproco". "Abbiamo abbassato i toni – ha aggiunto l’attore – riportando il dialogo anche su un piano creativo, perché servono regole giuste per far ripartire il settore". Fiorello, pur scusandosi per aver "parlato troppo" e rischiato di rubare la scena ai colleghi, ha voluto ricordare che "dietro ogni lavoratore ci sono famiglie che aspettano: questo non è solo un bel mestiere, ma un modo per vivere".

La stessa sensazione di un dialogo finalmente avviato emerge dalle parole del produttore Andrea Occhipinti, presente all’incontro al Cinema Quattro Fontane. "È stato costruttivo – ha detto – abbiamo aperto un canale utile". Sebbene i dettagli tecnici restino ancora da definire, la volontà di superare lo stallo è emersa con chiarezza, segnando un primo passo dopo settimane di schermaglie tra il ministro e gli addetti ai lavori.

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