Pfizer batte Novo Nordisk e acquisisce Metsera per 10 miliardi
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Redazione Economia
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In una mossa che ridisegna gli equilibri nel lucroso mercato dei farmaci anti-obesità, Pfizer si è aggiudicato la startup Metsera, ponendo fine a una contesa serrata con la danese Novo Nordisk, la quale, dopo un’attenta valutazione, ha deciso di non presentare ulteriori offerte. L’accordo, del valore di circa dieci miliardi di dollari, segna una vittoria strategica per il colosso farmaceutico americano, che così facendo si assicura un portafoglio promettente di trattamenti per la perdita di peso, un settore in fortissima espansione. Il consiglio di amministrazione di Metsera, del resto, ha espresso una chiara preferenza per l’offerta di Pfizer, ritenendo che una fusione con l’azienda concorrente, già protagonista del boom mondiale con prodotti come Wegovy e Ozempic, presentasse dei rischi giudicati inaccettabili per il futuro della società.
I dettagli finanziari dell'operazione
La transazione, annunciata nella serata di venerdì, prevede che Pfizer paghi fino a 86,25 dollari per ogni azione Metsera, una somma che include un pagamento immediato in contanti di 65,60 dollari per titolo, a cui si aggiungono, come spesso accade in operazioni di questa portata, dei pagamenti aggiuntivi potenziali che potrebbero arrivare fino a 20,65 dollari ad azione. Questi ultimi, che rappresentano una parte non indifferente del valore complessivo, sono tuttavia subordinati al futuro raggiungimento di specifici traguardi, legati molto probabilmente allo sviluppo e all’approvazione regolatoria dei farmaci in pipeline. La struttura dell’accordo, articolata in questo modo, riflette da un lato la volontà di Pfizer di mitigare i rischi associati alla fase sperimentale dei prodotti, e dall’altro la fiducia nelle potenzialità della ricerca condotta dalla biotecnologica.
Le ragioni di una scelta cruciale
La decisione del cda di Metsera di appoggiare l’offerta di Pfizer, sebbene solo di poco superiore a quella del concorrente scandinavo, non è stata dettata esclusivamente da una questione puramente economica. Fonti vicine alla trattativa hanno infatti lasciato intendere che la prospettiva di confluire in Novo Nordisk, nonostante la sua indiscutibile leadership di settore, sollevava preoccupazioni di natura strategica e operativa. Si temeva, in sostanza, che l’identità e i progetti innovativi della giovane azienda potessero essere assorbiti e, in un certo senso, sminuiti all’interno di una realtà già così fortemente caratterizzata e specializzata in quel preciso ambito terapeutico, preferendo invece un interlocutore come Pfizer, che potrebbe garantire uno sviluppo più autonomo e focalizzato.
Uno scontro che ha fatto discutere
La guerra di offerte per il controllo di Metsera, nata a New York appena due anni fa, è stata tanto intensa da travalicare i confini delle normali trattative commerciali, finendo per approdare persino in un’aula di tribunale, in un clima di competizione che ha tenuto col fiato sospeso l’intero settore farmaceutico. Questo braccio di ferro, del resto, sottolinea l’enorme valore strategico che le grandi corporation attribuiscono ai trattamenti contro l’obesità, considerati da molti analisti il nuovo eldorado della medicina. L’acquisizione, quindi, non rappresenta soltanto un semplice passaggio di proprietà, ma un posizionamento decisivo in una delle aree di ricerca con le più rosee prospettive di crescita per i prossimi decenni.




