55-SGT, quando l'omaggio al mito Alfa 155 DTM diventa una supercar da 750 cv

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   C'è un filo sottile che lega il passato glorioso del motorsport alle vette della tecnica contemporanea, e la 55-SGT, ultima creatura della factory italiana SGT Automobili, rappresenta forse il nodo più affascinante di questa trama. Dopo il debutto dinamico del prototipo "Proto Zero" al Milano Monza Motor Show dello scorso giugno, tenutosi all'Autodromo Nazionale di Monza, la vettura si prepara ora a entrare nel mito, non solo per le prestazioni ma per l'operazione culturale che rappresenta.

Non è una replica, non è un restomod, ma una reinterpretazione contemporanea di ciò che la regina del DTM, l'Alfa Romeo 155 V6 TI, avrebbe potuto essere se progettata con le tecnologie di oggi. Una speciale stradale, insomma, che ha saputo coniugare l'omologazione per l'uso quotidiano con un'anima da pista feroce, il tutto racchiuso in una carrozzeria che è un inno alla storia.

Un tributo alla leggenda che vinse a sorpresa il DTM

Per comprendere appieno la portata di questa vettura, bisogna fare un passo indietro al 1993, quando la berlina del Biscione, alla sua prima partecipazione, sconvolse i pronostici nel campionato tedesco turismo. Con Nicola Larini al volante, la 155 V6 TI interruppe il dominio delle Case tedesche conquistando il titolo piloti con 12 vittorie su 20 gare, un'impresa che la consacrò come una delle vetture turismo più iconiche della storia.

La 55-SGT, il cui nome richiama la produzione limitata a 55 esemplari, si ispira in particolare all'evoluzione aerodinamica della vettura del 1996, considerata dal costruttore il punto più alto raggiunto dal modello in termini di efficienza. Un'operazione nostalgica, certo, ma che poggia su fondamenta tecniche solidissime, come la piattaforma dell'Alfa Romeo Giulia Quadrifoglio, profondamente rivista e potenziata per l'occasione.

Motore V6 biturbo e tecniche da corsa per prestazioni da supercar

Sotto il cofano, il cuore pulsante della 55-SGT è il noto 2.9 V6 biturbo della serie 690T, lo stesso della Giulia Quadrifoglio, ma qui rielaborato con una cura maniacale per lanciare la vettura verso prestazioni da capogiro. La versione Stradale, omologata per la strada, eroga 620 CV in modalità Corsa, ma è la variante Trofeo, destinata all'uso esclusivo in pista, a toccare vette da hypercar, con 750 CV e 800 Nm di coppia.

Quest'ultima versione adotta un sistema di sovralimentazione dedicato e componentistica forgiata ad hoc per gestire una potenza che sulla carta la rende un missile terra-terra.

A gestire questa mole di potenza ci pensa un cambio automatico ZF a 8 rapporti, rinforzato e caratterizzato da una logica di funzionamento sequenziale che richiama le vetture da corsa, mentre la trazione integrale, altamente configurabile, permette al pilota di scegliere la ripartizione di coppia, passando da una razionale distribuzione 50/50 fino a una modalità Drift che scarica tutto il motore al retrotreno.

Carrozzeria in carbonio e aerodinamica attiva per la pista

La 55-SGT non è solo meccanica, ma anche un esercizio di stile e ingegneria dei materiali. La carrozzeria è realizzata interamente in fibra di carbonio, kevlar e carbotitanio, una scelta che ha permesso di raggiungere una rigidità torsionale di circa 45.000 Nm/grado, con un incremento del 25% rispetto alla base di partenza.

Il design, curato dal Chief Design Officer Emanuele Bomboi, riprende la linea a cuneo della 155 DTM, ma la adatta alle proporzioni di una piattaforma contemporanea, con soluzioni aerodinamiche attive come i flap anteriori mobili e un'ala posteriore a triplano regolabile che generano un carico aerodinamico fino a 460 kg a 230 km/h.

L'interno, dal canto suo, sposa la filosofia del "due posti secchi", con sedili a guscio in carbonio e cinture a quattro punti Sparco, ma senza rinunciare a quel minimo di comfort come il climatizzatore bizona e gli airbag che ne giustificano l'omologazione stradale.

Edizione limitata a 55 esemplari e personalizzazioni one-off

La produzione della 55-SGT sarà limitata a soli 55 esemplari, un numero che ne sottolinea l'esclusività e il legame con il modello storico, suddivisi tra le versioni Stradale e Trofeo. I primi dieci esemplari costituiranno la prestigiosa "Opening Edition", riservata a una cerchia selezionata di ambassador del progetto, caratterizzata da finiture in carbonio a vista e una targhetta numerata.

Ogni vettura, inoltre, sarà personalizzabile come un pezzo unico, un'opera d'ingegno su ruote che si avvale della collaborazione di partner tecnici d'eccellenza come Michelin per le gomme Pilot Sport Cup 2 e OZ Racing per i cerchi monodado da 20" Superturismo DTM. Sebbene il prezzo non sia stato ufficializzato, si parla di cifre vicine ai 500.000 euro, posizionando la 55-SGT nell'Olimpo delle hypercar per collezionisti, un'auto che non si limita a celebrare il passato, ma lo riscrive con la grammatica del futuro.

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