Criminalità, la provincia di Pavia resta la seconda in Lombardia per reati

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   La provincia di Pavia, stando ai dati del Viminale rielaborati in un’indagine, conferma la sua collocazione in una zona d’ombra per quanto concerne la sicurezza, piazzandosi al ventunesimo posto nella graduatoria nazionale che comprende centosei province. Un posizionamento negativo, che la rende la seconda area della Lombardia per indice di criminalità più alto, preceduta soltanto dalla città metropolitana di Milano, la quale detiene purtroppo il primato in Italia. Con 4.059 denunce ogni centomila abitanti, per un totale complessivo che tocca i 22.007 crimini denunciati nel corso del 2024, il territorio pavese mostra una situazione di persistente pressione, caratterizzata in particolare dalla crescita di reati come i furti nelle abitazioni e le rapine che avvengono in strada, ai quali si sommano episodi di vandalismo e scippi.

Il quadro nazionale e il caso di Rimini

Questi numeri, che se da un lato fotografano una realtà locale tutt’altro che tranquilla, dall’altro si inseriscono in un contesto nazionale dove la criminalità, dopo anni, ha ripreso a salire, trainata soprattutto dai reati di strada e dalla microcriminalità urbana. Le città metropolitane rimangono i poli di rischio principali, con Milano, Roma e Firenze in testa alla classifica delle province con il maggior numero di illeciti denunciati. Una dinamica differente, seppure con le sue peculiarità, interessa la provincia di Rimini, la quale ha visto un leggero miglioramento scendendo dal quarto al quinto posto nella stessa classifica. Salvatore Giglia, Segretario provinciale del SAP di Rimini, pur riconoscendo il dato positivo ha sottolineato come permangano criticità da affrontare, aggiungendo che “in questo contesto, un fattore di rilievo è la fiducia dei cittadini nelle forze dell’ordine; più alta è la fiducia, più probabili sono le segnalazioni e le denunce, e questo influisce sul dato rilevato”.

Firenze e l’impatto del turismo

Proprio l’analisi dei dati, che si riferiscono in larga misura ai reati cosiddetti “di strada”, non può prescindere dal considerare alcune variabili specifiche. È il caso di Firenze, che in questa poco invidiabile speciale classifica ha scalato posizioni fino a conquistare un amaro secondo posto, superando persino Roma. L’incremento del 7,4% registrato nella città toscana, un valore di molto superiore alla media nazionale ferma all’1,7%, affonda le sue radici, come è emerso, anche nella forte presenza turistica che caratterizza la zona, la quale inevitabilmente influisce sulla tipologia e sul volume dei reati denunciati.

Le forze dell’ordine e il ruolo delle denunce

L’affidabilità delle statistiche, come sottolineato dall’intervento del Segretario Giglia, è strettamente legata alla propensione dei cittadini a sporgere denuncia, un atto che a sua volta è correlato al grado di fiducia riposto nelle istituzioni e nelle forze di polizia. È un elemento cruciale, che può contribuire a spiegare alcune variazioni tra un territorio e l’altro, al di là della reale incidenza dei fatti delittuosi. Le indagini di cronaca nera, del resto, mostrano spesso come lo sviluppo dei procedimenti giudiziari dipenda in larga misura proprio dalla tempestività e dalla completezza delle segnalazioni ricevute dagli organi competenti.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.