Sciopero generale del 30 ottobre, vietata la sfilata in centro
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Niente sfilata in centro per lo sciopero generale di venerdì 30 ottobre: il corteo è stato vietato, i tranvieri sono stati precettati e resta il rischio di un blocco della tangenziale. Le misure di sicurezza saranno meno «invasive» nei controlli preventivi rispetto a quelle dello scorso fine settimana, ma l'attenzione resta altissima, perché la giornata è di fatto il primo vero appuntamento di ordine pubblico dopo la guerriglia del 17 e 18 ottobre e la «grande paura» di sabato 24.
Chi scende in piazza e perché
A manifestare saranno i sindacati di base dell'Unione Sindacale di Base (Usb), che hanno proclamato la mobilitazione nazionale contro il carovita e chiamano allo sciopero il personale del settore pubblico e di quello privato. Accanto a loro sono attesi migliaia di studenti e attivisti di associazioni e centri sociali, in una giornata che si preannuncia di forti disagi per chi deve spostarsi o lavorare. Tra le richieste principali dell'organizzazione c'è l'adeguamento di stipendi e salari al costo della vita, tema attorno al quale Usb tiene insieme lavoratori, famiglie e giovani.
Il sindacato ha lanciato un appello per una protesta pacifica. «Uno sciopero pacifico che saldi famiglie, studenti e lavoratori», ha detto il giorno prima Federico Serra, delegato Usb, aggiungendo che l'organizzazione non intende fare da «poliziotti delle vetrine». A preoccupare è l'intervallo di appena una settimana dalla manifestazione che sabato scorso è sfociata negli scontri in via Marconi, e il timore di nuovi episodi di vandalismo non è stato dissipato dall'appello.
Trasporti precettati e fermi nazionali
Il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, su invito della Commissione di garanzia, ha precettato il settore dei trasporti coinvolto nello sciopero. La precettazione è lo strumento con cui il governo limita o impone modalità diverse a una protesta quando rischia di compromettere servizi essenziali: la legge sullo sciopero nei servizi pubblici essenziali, la 146 del 1990, attribuisce questo potere all'esecutivo in caso di pregiudizio grave e imminente ai diritti della persona. Per questo i tranvieri sono tenuti a garantire il servizio, anche se il rischio di disagi non scompare del tutto.
Lo sciopero Usb prevede lo stop ferroviario dalle 21 di giovedì 29 alle 20.59 di venerdì, mentre le autostrade sono interessate per 24 ore a partire dalle 22 di giovedì. Il trasporto aereo è coinvolto per l'intera giornata, dalla mezzanotte alle 23.59. Non è la prima volta che una precettazione del ministro finisce al centro di uno scontro: nel dicembre 2024 il Tar del Lazio aveva accolto il ricorso di Usb contro un provvedimento firmato da Salvini per uno sciopero generale dei trasporti, sospendendone gli effetti.
Controlli e ordine pubblico in città
Il divieto di sfilare in centro rientra in un dispositivo che punta a evitare il ripetersi degli scontri di via Marconi, dove sabato scorso la manifestazione è degenerata. Rispetto a quel weekend i controlli preventivi saranno meno invasivi, ma le forze dell'ordine restano in allerta in tutta l'area urbana, tangenziale compresa, dove si teme che gruppi di manifestanti possano tentare un blocco della circolazione.
Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.
