Il colpo di coda dell’inverno spinge l’allerta arancione per vento e neve sull’Emilia-Romagna

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La primavera, annunciata ormai da giorni e sulla quale molti avevano già fatto affidamento, dovrà attendere. Un’irruzione di aria gelida, proveniente dai Balcani, si è infatti abbattuta sull’Emilia-Romagna, riportando le condizioni meteorologiche a uno scenario tipicamente invernale e costringendo Arpae e Protezione civile a diramare un’allerta che per diverse province assume il colore arancione. La giornata di mercoledì 18 marzo si presenta, per chi si fosse illuso di un cambio di stagione ormai consolidato, con un quadro decisamente più rigido: forti venti di burrasca e precipitazioni nevose che stanno imbiancando l’Appennino a quote relativamente basse. Il crinale appenninico, in particolare, è investito da raffiche di grecale e tramontana che possono raggiungere e superare gli ottanta chilometri orari, un’intensità che ha suggerito alle autorità di prestare la massima attenzione, non solo per la viabilità ma anche per l’integrità del patrimonio boschivo e per la sicurezza dei versanti più fragili.

L’estensione dell’allerta, che tocca un vasto territorio regionale, vede le province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna, Forlì-Cesena e Rimini nel cuore del fenomeno più intenso. Non si tratta di un semplice rinforzo di brezza, ma di un vero e proprio vento di burrasca che, come spiegano i bollettini, spazzerà anche le aree collinari e la fascia costiera, seppur con un’intensità leggermente inferiore e classificata con allerta gialla. A questo si aggiunge, e non è dettaglio di poco conto, lo stato del mare lungo l’adriatico: onde alte e mare agitato al largo potrebbero causare localizzati fenomeni di erosione dei litorali, un problema non nuovo per le coste romagnole messe a dura prova dalle recenti mareggiate.

La neve imbianca l’Appennino dal Fumaiolo a Campigna

Il risveglio, per chi abita o si trova sui rilievi, è stato caratterizzato da una coltre bianca che ha ricoperto il paesaggio. Il Monte Fumaiolo, luogo simbolo dove il Tevere muove i suoi primi passi, ha visto la colonnina di mercurio scendere fino a toccare i tre gradi sottozero, con accumuli di neve che a quota millequattrocento metri sono già consistenti. La neve, come segnalano i residenti e i gestori degli impianti, ha imbiancato anche Balze di Verghereto, e i fiocchi sono scesi fin verso gli ottocento metri, rendendo necessario l’uso di pneumatici invernali o catene a bordo per chi si avventura lungo le strade provinciali. Non solo il Fumaiolo, ma l’intero arco appenninico centro-orientale, da Campigna al Monte Carpegna, sta vivendo ore di pieno inverno, con le precipitazioni che, come spiegano i modelli, si stanno spostando da est verso ovest.

Correnti gelide dai Balcano e quota neve in rialzo

La genesi di questo peggioramento va ricercata in una perturbazione di origine balcanica che, incanalandosi nel Mediterraneo, ha attivato correnti fredde orientali. Queste masse d’aria gelida, una volta penetrate nella Pianura Padana attraverso la porta della Bora, hanno innescato un drastico calo termico e la conseguente trasformazione della pioggia in neve a quote collinari. Se al mattino i fiocchi sono attesi con insistenza fino a quote che, localmente, potrebbero sfiorare i settecento metri, nel corso del pomeriggio si assisterà a un graduale rialzo della quota neve. Secondo le previsioni di Arpae, infatti, sui rilievi emiliani il limite delle nevicate tenderà a salire fino a mille metri, mentre sul versante romagnolo potrebbe spingersi anche oltre, toccando i millecento metri. Le precipitazioni, inizialmente diffuse su gran parte del territorio, si concentreranno poi sulla fascia collinare e sui rilievi, per esaurirsi tra la sera e la notte.

Raffiche fino a cento chilometri orari e bufere sui crinali

Ciò che rende la situazione particolarmente insidiosa, oltre alla neve, è l’intensità del vento. Sui crinali più esposti dell’Appennino si parla di raffiche che possono raggiungere i cento chilometri orari, un valore che non solo rende la temperatura percepita gelida, ma può sollevare la neve fresca creando locali bufere e limitando la visibilità lungo le strade di crinale. La Protezione civile raccomanda prudenza, soprattutto negli spostamenti verso le località montane, dove il manto stradale potrebbe presentarsi ghiacciato nelle ore notturne e nelle prime ore del mattino. I venti forti, come confermato dai bollettini, insisteranno per tutta la giornata, interessando anche la pianura e la costa, dove la combinazione tra vento e mare mosso renderà sconsigliabili le passeggiate sui lungomari esposti.

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