Bonus alle Rsa in Piemonte: 18 milioni per migliorare servizi a anziani e disabili
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Redazione Salute
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Una misura che punta a premiare, più che a compensare. La Regione Piemonte ha reso operativi i 18 milioni di euro destinati alle strutture residenziali e semiresidenziali che accolgono anziani, minori e persone con disabilità, fondi che si aggiungono ai 22,4 già stanziati nel 2024. A differenza di contributi a pioggia, questa volta l’erogazione è vincolata a un miglioramento concreto delle condizioni degli ospiti, come stabilito dal bando "Protezione sociale", finanziato attraverso il Fondo sociale europeo.
L’iniziativa, annunciata a maggio e ora attiva, mira a sostenere circa 30.000 utenti non autosufficienti, senza trasferire costi aggiuntivi sulle famiglie. Le risorse saranno ripartite tra le Rsa convenzionate con il servizio sanitario regionale, con criteri che privilegiano chi dimostra di aver elevato gli standard assistenziali. Un tentativo, almeno sulla carta, di coniugare sostenibilità economica e qualità del servizio, in un settore dove i costi di gestione – dall’energia al personale – hanno eroso margini già risicati.
Non mancano le critiche. L’opposizione, attraverso il consigliere Pd Andrea Canalis, bolla l’operazione come «l’ennesimo taccone provvisorio», sostenendo che invece di tamponare con bonus sporadici, la giunta Cirio dovrebbe potenziare strutture come consultori, asili nido e centri diurni, «smantellati da anni di tagli». Una posizione che riflette tensioni più ampie sul modello di welfare regionale, diviso tra emergenze crescenti e risorse limitate.




