Bancari, l’Abi apre il tavolo per il rinnovo: sindacati chiedono 518 euro in più

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Si è aperto ufficialmente il tavolo del confronto, nella sede dell’Abi, per il rinnovo del contratto collettivo nazionale dei bancari. Le organizzazioni sindacali, Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin, hanno presentato la piattaforma rivendicativa che aveva già ottenuto un’approvazione quasi plebiscitaria, toccando il 99,8% dei consensi nelle assemblee dei lavoratori che si sono tenute nelle scorse settimane.

Al centro della discussione, un pacchetto di richieste che mira a ridisegnare il profilo economico e normativo di un settore che, come sottolineato da più parti, ha raggiunto livelli di solidità e redditività senza precedenti.

La richiesta economica: 518 euro per tutelare il potere d’acquisto

Il fulcro della piattaforma sindacale è l’aumento retributivo di 518 euro lordi mensili per la figura professionale di riferimento, un dato che i rappresentanti dei lavoratori hanno definito come non casuale. Come spiegato dal segretario generale della Fabi, Lando Maria Sileoni, questa cifra rappresenta il punto d'incontro tra la necessità di recuperare il potere d’acquisto eroso dall’inflazione e la volontà di redistribuire la straordinaria ricchezza che il sistema bancario ha accumulato.

I sindacati chiedono coerenza, ricordando come negli anni della crisi le loro richieste fossero state moderate in base alle difficoltà del settore, per cui oggi, di fronte a bilanci record e a un costo del lavoro in diminuzione, si attendono risposte adeguate.

La richiesta riguarda il triennio 2026-2028 ed è considerata dai sindacati come indispensabile, soprattutto perché, come ha sottolineato Riccardo Colombani della First Cisl, il merito di questi risultati eccellenti in termini di redditività ed efficienza è da attribuire in larga parte al lavoro dei dipendenti, che hanno saputo sostenere il sistema anche nei momenti più difficili.

Riduzione dell’orario e governo dell’innovazione tecnologica

Accanto alla parte economica, la trattativa si concentra su elementi normativi altrettanto innovativi. La piattaforma prevede infatti la riduzione dell’orario di lavoro settimanale da 37 a 35 ore, a parità di retribuzione, un intervento ritenuto prioritario per migliorare la qualità della vita e la conciliazione dei tempi tra lavoro e vita privata. Un altro capitolo centrale riguarda la gestione della transizione tecnologica, in particolare l’impatto dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione.

La segretaria generale della Fisac Cgil, Susy Esposito, ha ribadito che il rinnovo contrattuale è un passaggio decisivo per governare queste trasformazioni, evitando che i costi dell’innovazione ricadano sull’occupazione, mentre il settore continua a registrare utili da record. L’obiettivo dichiarato è quello di definire regole condivise per l'uso dell'IA, garantendo trasparenza, formazione e la centralità del controllo umano nei processi decisionali.

Le richieste su tutele, welfare e organizzazione del lavoro

La piattaforma non si limita alla retribuzione e all'orario, ma si estende a un ampio spettro di tutele. I sindacati chiedono l’allargamento dell’area contrattuale e limiti più stringenti alle attività appaltabili, per evitare disparità di trattamento tra lavoratori che operano nella stessa banca. Particolare attenzione è dedicata al tema delle pressioni commerciali, per le quali si richiedono norme più severe, e alla gestione delle ristrutturazioni aziendali, con un rafforzamento del confronto sindacale su carichi di lavoro, carenza di organici e criteri gestionali.

Sul versante delle tutele individuali, le richieste includono il rafforzamento delle garanzie in caso di licenziamento disciplinare ingiustificato con la reintegra, oltre a interventi mirati su salute e sicurezza, stress lavoro-correlato, politiche di genere e prevenzione delle molestie.

La posizione dei sindacati e i tempi della trattativa

Il mandato delle lavoratrici e dei lavoratori è stato definito "forte" dai segretari generali, anche alla luce della partecipazione record alle assemblee. Tuttavia, nonostante la richiesta di tempi rapidi da parte sindacale, il confronto si preannuncia articolato. Secondo quanto emerso, la trattativa riprenderà con maggiore intensità dopo il prossimo comitato esecutivo dell’Abi, fissato per settembre. Il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, aveva già nei giorni scorsi riconosciuto il ruolo costruttivo dei sindacati di categoria, ma ora la partita si sposta sul terreno concreto dei numeri.

L’auspicio espresso da più voci è che il rinnovo possa rappresentare una "carta costituzionale" per il settore, capace di accompagnare il cambiamento senza subirlo, valorizzando il contributo di chi lavora in un comparto che ha dimostrato una solidità e una capacità di generare valore senza precedenti.

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