Dalle blue zone alla cucina di tutti i giorni, le ricette della longevità in un libro di Franco Berrino

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Redazione Salute Redazione Salute   -   C’è un filo, caldo e denso di sapori antichi, che unisce alcuni angoli del pianeta dove la vita sembra scorrere più a lungo e in salute: dalla Sardegna delle montagne interne al Giappone di Okinawa, passando per altre poche, selezionate aree geografiche. Quel filo, che i ricercatori hanno individuato e battezzato come "Blue Zone", non è fatto solo di genetica o aria pura, ma si intreccia con qualcosa di molto quotidiano e accessibile, ovvero una ciotola di zuppa fumante, preparata con ingredienti semplici e una filosofia che mette al centro la misura, la stagionalità e, non ultima, la convivialità. Questi territori, mappati dal ricercatore Dan Buettner in collaborazione con National Geographic, non sono quindi semplici cartine della longevità; rappresentano piuttosto luoghi in cui la cucina di ogni giorno racconta, senza bisogno di troppe parole, un modo diverso e più consapevole di stare al mondo, dove il cibo diventa prevenzione e cura, ben prima che piacere.

Il cibo come farmaco: una filosofia di vita

Proprio a questa filosofia, che qualcuno cominciò a chiamare "macrobiotica" già cinquant'anni fa quando era ben lontana dall'essere di moda, si ispira il professor Franco Berrino, uno dei suoi primi e più convinti seguaci in Italia. Berrino, che oggi ha superato gli ottant'anni, riflette sull'esperienza personale – "mezzo secolo fa, mi chiedevo, alla nascita dei miei figli, che cosa sarebbe stato giusto mettere nei loro piatti" – per tracciare una via alimentare chiara: quella che predilige cibi prevalentemente vegetali, integrali, stagionali, biologici e il meno possibile trasformati dall'industria. Una scelta che, come lui stesso sottolinea, nasce dall'evidenza che non esistono farmaci di comprovata efficacia per prolungare la vita in salute, nonostante il florido mercato degli integratori antiaging valga miliardi di dollari.

Cinque ricette simbolo tra tradizione e scienza

Il suo pensiero, e soprattutto la traduzione pratica di questo approccio, confluiscono ora nel libro "Il cibo della longevità", edito da Solferino, che i lettori del Corriere della Sera hanno ricevuto in omaggio. Tra le pagine, si trovano cinque ricette emblematiche, tratte proprio dalle Blue Zone, che dimostrano come la longevità non sia un privilegio esotico, ma un traguardo alla portata di tutti, purché si abbracci una certa sobrietà a tavola. Si tratta di piatti che ruotano attorno a legumi, cereali integrali e ortaggi come il nigauri (il cetriolo amaro di Okinawa), combinati con saggezza e rispetto per i cicli naturali, lontani dalle logiche del consumo frenetico.

La sfida del gusto per una salute inclusiva

La riflessione sul tema coinvolge anche altre voci autorevoli, come quella dello chef Niko Romito, il quale parte dalla sua arte per affermare una convinzione forte: "Il gusto è una leva fondamentale per educare, includere e trasformare la nostra società". Romito punta a sfatare l'idea che "gustoso" sia per forza in antitesi con "salutare", vedendo in questa riconciliazione una piccola rivoluzione necessaria per il benessere collettivo. Una sfida che porta avanti studiando e rielaborando ricette della tradizione con ingredienti semplici, dimostrando come la salute, attraverso un'alimentazione consapevole e piacevole, possa e debba essere considerata un diritto di tutti, non un lusso per pochi.

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