Pat Gelsinger lascia Intel, il CEO si dimette dopo tre anni
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Redazione Economia
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Pat Gelsinger, amministratore delegato di Intel, ha annunciato le sue dimissioni con effetto immediato, sorprendendo l'intero settore tecnologico. Dopo soli tre anni alla guida dell'azienda, il dirigente ha lasciato anche il consiglio di amministrazione, segnando la fine di un periodo complesso per l’azienda americana. Gelsinger, figura storica in Intel con oltre 40 anni di esperienza, era tornato nel 2021 per rilanciare la società, ma il piano non ha raggiunto i risultati sperati.
Durante il suo mandato, Intel ha faticato a tenere il passo con rivali come Nvidia e Advanced Micro Devices, in particolare nella produzione di chip per l’intelligenza artificiale. La concorrenza agguerrita e le sfide tecnologiche hanno messo a dura prova l'azienda, che ha visto il valore delle sue azioni dimezzarsi. Nonostante gli sforzi di Gelsinger, Intel non è riuscita a centrare gli obiettivi annunciati, portando il CEO a prendere la decisione di dimettersi.
La crisi di Intel si inserisce in un contesto più ampio di tensioni geopolitiche e rivalità tecnologiche tra Stati Uniti e Cina. I chip, infatti, sono diventati il terreno di battaglia decisivo tanto per lo sviluppo delle nuove tecnologie, quanto per la rivalità tra le grandi potenze. Recentemente, gli Stati Uniti hanno annunciato nuovi bandi alle esportazioni verso la Cina, accentuando ulteriormente le difficoltà per le aziende del settore.
Nel frattempo, il Nasdaq 100 ha raggiunto nuovi record intraday, trainato da una performance solida dei principali titoli tecnologici. L'improvvisa partenza del CEO di Intel e l'impennata del 22% di Super Micro nel settore tecnologico hanno provocato movimenti rilevanti nel settore dei semiconduttori




