Amici batte Canzonissima al debutto, ma la sfida del sabato sera si fa più serrata

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La curiosità, va detto, c’era eccome: tanto che la presentazione del nuovo show di Raiuno, «Canzonissima» condotto da Milly Carlucci, era partita con il piede giusto. Nella prima fascia oraria, quella compresa tra le 21.25 e le 22.14, il programma era stato seguito da 3.900.000 spettatori, pari a un ragguardevole 22 per cento di share. Eppure, questo exploit iniziale non è bastato a far pendere l’ago della bilancia dalla parte della rete ammiraglia pubblica, anzi, si è rivelato un fuoco di paglia di fronte alla solidità del competitor. Dall’altra parte, su Canale 5, il serale di «Amici» giunto alla venticinquesima edizione, la macchina perfetta orchestrata da Maria De Filippi, ha infatti messo a segno la vittoria con numeri altrettanto chiari: 3.295.000 spettatori e un 23,8 per cento di share, confermando, seppur con qualche fisiologica flessione rispetto al passato, la tenuta della sua base di pubblico.

Due visioni a confronto nel prime time

A guardare i programmi, più che i singoli dati Auditel, viene da pensare che la sfida fosse impari ancor prima di cominciare. Da una parte, nel recinto di Raiuno, si è assistito a una «Canzonissima» che del titolo storico conserva ben poco, se non il nome e la patina nostalgica. Lo show, che sembra voler riproporre il canone della vecchia cara tv tradizionale, si è manifestato attraverso le canzoni del passato, le cover struggenti e una contesa dai toni così edulcorati da risultare quasi immobile; i cosiddetti «magnifici sette» giurati, lungi dall’essere esperti taglienti, sono parsi più una sorta di fan-comparse accomodanti, mentre la grafica ha combinato non pochi pateracchi, sbagliando titoli e perdendo di vista persino il conteggio dei voti.

Dall’altra parte, come una scheggia impazzita, «Amici» ha messo in scena tutto ciò che quella filosofia rifiuta: ragazzi belli e scatenati, look curati nei minimi dettagli, brani ultrapop che spopolano nelle classifiche e scenografie moderne, ipertecnologiche. La macchina di Canale 5 ha giocato con le sfide adrenaliniche, le eliminazioni, le scaramucce tra i concorrenti, insomma, con un racconto ad alta tensione che si è rivelato essere la perfetta fotografia del sabato sera contemporaneo, quello post-Sanremo in cui il pubblico cerca adrenalina e intrattenimento puro.

Analisi dei dati: un testa a testa che fa rumore

Analizzando i dati nel dettaglio, emerge una dinamica che potrebbe cambiare gli equilibri delle prossime settimane. Se è vero che «Amici» ha vinto, è altrettanto vero che il distacco non è stato quello netto a cui la factory di De Filippi ci aveva abituato nelle stagioni passate; lo scorso anno, per fare un paragone, il debutto del serale aveva sfiorato i 4 milioni di spettatori (4.019.000) con un picco di share vicino al 28 per cento. Ieri, invece, il margine è stato sottilissimo, quasi una scia d’olio. «Canzonissima» ha chiuso con 2.582.000 spettatori e un 22,5% di share, un esordio che per molti versi tiene accesa la sfida, dimostrando che il progetto di Raiuno, per quanto criticato nello stile e nella produzione, ha comunque la capacità di intaccare la fetta di pubblico che un tempo era considerata roccaforte inespugnabile del competitor.

A completare il quadro della serata, segnali interessanti arrivano anche dagli altri canali. Su La7, ad esempio, «In Altre Parole» con Massimo Gramellini ha ottenuto ottimi riscontri: 1.215.000 spettatori (6,8%) nella prima parte, a testimonianza di una voglia di approfondimento che resiste nonostante la concitazione del duello musicale. Per il resto, la serata si è distribuita in modo fisiologico: Rete 4 ha trovato il suo solito rifugio nel cinema d’azione con «Nati con la camicia» (727.000 spettatori, 4,7%), mentre Italia 1 con «Cattivissimo me» si è fermata a 582.000 spettatori (3,5%).

Il peso della nostalgia e il futuro del varietà

Emerge, in filigrana, il senso profondo di questa prima, significativa tornata di ascolti. La Rai, con «Canzonissima», ha tentato un’operazione nostalgia che rischia però di essere rimasta a metà: il richiamo al varietà classico, alle musiche d’altri tempi e ai racconti edulcorati della vita dei protagonisti (si pensi ai retroscena familiari dei cantanti in gara) ha trovato spazio, ma forse non abbastanza per scalfire la modernità aggressiva del talent di Maria De Filippi. D’altro canto, anche «Amici» ha mostrato qualche segnale di stanchezza, se è vero che i numeri di share, pur vincenti, non sono quelli stratosferici del passato recente.

La partita, quindi, si sposta ora dalla curiosità del debutto alla capacità di tenuta. Riuscirà la «Canzonissima» di Milly Carlucci – che di fatto è un ibrido tra la gara canora, la cover night sanremese e un pizzico di reality – a consolidare il suo pubblico rassicurando gli spettatori più fedeli? E, soprattutto, riuscirà la macchina di «Amici» a ritrovare quell’inerzia che l’ha sempre portata a crescere puntata dopo puntata, nonostante un avvio leggermente in sordina? I prossimi sabati ci diranno se il confronto resterà così serrato o se uno dei due contendenti riuscirà a staccare l’altra, sancendo definitivamente quale delle due visioni della televisione italiana sia davvero più forte.

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