Pedro Neto evita la squalifica: per la spinta al raccattapalle del Psg arriva solo un’ammonizione

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La procura federale dell’Uefa, dopo aver aperto un fascicolo disciplinare a carico dell’attaccante portoghese del Chelsea, ha chiuso il procedimento con una sanzione minima che non avrà alcuna incidenza sul proseguimento della stagione europea del giocatore. L’organismo di controllo etico e disciplinare, esaminati gli atti e le immagini relative al match del Parco dei Principi, ha infatti comminato a Pedro Lomba Neto un semplice provvedimento verbale ufficiale, una sorta di ammonizione d’ufficio, per palese condotta antisportiva. Il calciatore, che nella circostanza era incorso in un gesto di inaudita frustrazione nei minuti di recupero della sfida persa malamente per cinque a due contro i parigini, era finito al centro delle cronache sportive di tutta Europa per aver spinto con decisione un giovane raccattapalle francese, intento a recuperare il pallone finito oltre la linea laterale.

Un gesto di nervosismo che poteva costare caro

L’episodio, come si ricorderà, era avvenuto nei concitati momenti finali dell’incontro valido per l’andata degli ottavi di finale di Champions League, quando il Chelsea, sotto nel punteggio e con la necessità impellente di accorciare i tempi di gioco, vedeva il suo tentativo di rimessa laterale inspiegabilmente ritardato dal comportamento del ragazzo. Neto, visibilmente alterato per l’andamento della gara e per la sconfitta ormai inevitabile, aveva reagito spintonando il giovane addetto, che era rovinato a terra innescando un immediato parapiglia tra i calciatori delle due squadre, accorsi a difendere o a sedare gli animi. L’arbitro, il direttore di gara spagnolo Alejandro Hernández Hernández, non aveva inizialmente sanzionato il giocatore in campo, ma il caso era stato poi deferito agli uffici disciplinari di Nyon per una valutazione più approfondita, considerando la particolare gravità oggettiva del gesto che, sebbene non avesse provocato lesioni al ragazzino, violava palesemente i principi del fair play.

Le scelte dell’Uefa e il peso delle scuse

L’organo giudicante, nel deliberare la propria decisione, ha evidentemente tenuto in considerazione il pentimento immediato e pubblico mostrato dal giocatore, il quale, come emerso dalle sue stesse dichiarazioni rilasciate a caldo ai microfoni di TNT Sports, aveva confessato di essersi scusato con il raccattapalle per ben trentacinque volte, arrivando addirittura a donargli la propria maglia di gioco al termine della partita. Un comportamento, quello del portoghese, che è apparso sinceramente ravveduto e che ha senza dubbio mitigato la posizione del calciatore agli occhi dei giudici europei, i quali hanno scelto di non applicare alcuna squalifica, optando per un semplice richiamo formale che comunque resta agli atti. Tale risoluzione, comunicata nella giornata di lunedì a ridosso della sfida di ritorno in programma a Stamford Bridge, rappresenta un indubbio sollievo per l’allenatore Liam Rosenior, che potrà così contare su un elemento importante per tentare la rimonta contro i campioni d’Europa in carica, nonostante il pesante passivo da dover colmare.

Il parallelo con i recenti problemi disciplinari del giocatore

La vicenda europea si chiude dunque con una sanzione lieve, un esito che stride con il momento particolarmente turbolento che sta attraversando la stagione personale dell’esterno offensivo. A complicare il quadro, infatti, era sopraggiunta nei giorni scorsi anche una questione legata al campionato inglese: la Federcalcio inglese, la FA, aveva incrementato la squalifica di Neto per il cartellino rosso rimediato nel match contro l’Arsenal, sanzionandolo con una giornata aggiuntiva di stop e una multa sostanziosa per il suo comportamento irrispettoso nei confronti del direttore di gara dopo l’espulsione. Un cumulo di situazioni che delineano un periodo di nervosismo per l’attaccante, il quale peraltro aveva già saltato alcune partite di Premier, ma che ora, almeno per quanto concerne l’impegno europeo, potrà tornare a disposizione con la testa libera da pensieri squalifica.

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