“L’Odissea” arriva al cinema: Nolan sfida Omero, ma alla fine è costretto ad arrendersi

Quando il film comincia si vede subito quello che in fondo ci si aspettava di vedere: Christopher Nolan prende l'Odissea di Omero e cerca di gestirla come un racconto cinematografico e quindi inseguendo la caratteristica principale del suo cinema che è il tempo, il rapporto con il tempo, la gestione del tempo, il racconto del tempo. Quindi prende i fatti dell’Odissea di Omero e comincia a montar… (la Repubblica)

La notizia riportata su altri giornali

Momento che, peraltro, Christopher Nolan svilisce sul piano melodrammatico per appiccicarci uno spiegone sulla guerra che annichilisce, divide, distrugge. (Cinematografo)

Ieri, prima di entrare nella sala dove proiettavano in anteprima Odissea, non ho potuto evitare di ragionare su un paio di cosette e, a pregiudizio, sulle possibili chiavi di lettura da applicare a questa recensione. (IGN Italia)

Come sempre la padrona di casa ha dato il via agli appuntamenti pomeridiani del weekend, che andranno in onda ogni domenica alle 14:00 in attesa dell’arrivo del Serale. (Tutto.TV)

L'Odissea di Nolan: troppo cinema-flusso, troppo poco Omero

Christopher Nolan non è mai stato un regista che ama osservare il set da lontano e lo dimostra ancora una volta un curioso retroscena emerso durante la première newyorkese di Odissea, dove è stato svelato come il cineasta britannico abbia scelto di girare una delle sequenze più importanti del film direttamente dall'interno del gigantesco Cavallo. (BadTaste)

Ma le sorprese le riservano Robert Pattinson, Anne Hathaway ed Elliott Page. Sia chiaro, Matt Damon è bravissimo, un Ulisse impeccabile (da Oscar, immaginiamo, anzi glielo auguriamo). (Vanity Fair Italia)

Drammaturgicamente pappa già pronta, spolveratona di incredibile e congestionato melting pot attoriale (i soldati greci dai tratti afroamericani, asiatici e nordici a Troia, davvero, non riescono a essere nemmeno più materia di polemica), solita magniloquenza esasperata di stile (il suono che accompagna ininterrottamente tutto, ma proprio tutto il film, diventa un macigno): all’epica omerica Nolan aggiunge, anzi, proprio lo evidenzia con una fuorviante enfasi da patinato spot aziendale, un messaggio antimilitarista e pacifista, dopo il quale andrebbe vestito con le orecchie da asino e messo dietro la macchina da presa. (Il Fatto Quotidiano)