Giorgia Meloni ad Algeri per blindare il gas: con Tebboune al centro l’asse strategico tra crisi del Qatar e guerra in Iran

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La seconda visita ufficiale della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nella Repubblica Democratica Popolare di Algeria – la prima risaliva al gennaio del 2023, a pochi mesi dall’insediamento del governo – si consuma oggi in un contesto internazionale che ha radicalmente mutato la natura stessa del viaggio, trasformandolo da incontro programmato nel quadro del rafforzamento del partenariato strategico a missione di emergenza per la sicurezza energetica nazionale. Ad accogliere Meloni, che arriva ad Algeri su invito del presidente Abdelmadjid Tebboune, c’è la consapevolezza che l’Italia, di fronte alle recenti esplosioni della crisi in Medio Oriente, si trova a dover correre ai ripari per scongiurare il rischio di una nuova, pericolosa esposizione agli shock dei mercati globali.

L’urgenza, del resto, è dettata da eventi precisi che si sono susseguiti nelle ultime settimane. Il blocco parziale delle spedizioni di gas naturale liquefatto dal Qatar – dovuto agli attacchi iraniani che hanno danneggiato il complesso di Ras Laffan, con Doha che ha invocato la force majeure sui contratti a lungo termine – ha colpito uno dei pilastri dell’approvvigionamento italiano. Basti pensare che nel 2025 il Qatar rappresentava una fetta non trascurabile del fabbisogno nazionale, coprendo circa il 10% del consumo interno, una quota che in termini di importazioni di GNL arrivava al 33%. Sebbene l’impatto immediato sui volumi non sia paragonabile allo choc del 2022, quando venne meno quasi la metà del gas russo, il governo è chiamato a gestire non solo le forniture ma anche una pressione al rialzo sui prezzi che rischia di ripercuotersi sull’intero sistema produttivo, in un Paese come l’Italia dove il gas alimenta quasi la metà della produzione elettrica.

La scelta di puntare con decisione sull’Algeria, quindi, non è una novità ma piuttosto l’accelerazione di una linea già tracciata. Da oltre due anni, dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina, Algeri è diventata il primo fornitore di gas dell’Italia, soppiantando Mosca e garantendo attualmente circa il 35-36% delle importazioni totali attraverso il gasdotto Transmed che sbarca a Mazara del Vallo. I numeri del rapporto bilaterale, del resto, fotografano un’integrazione crescente: l’interscambio commerciale ha sfiorato i 13 miliardi di euro nel 2025, con uno stock di investimenti diretti italiani nel Paese nordafricano che supera gli 8,5 miliardi, a dimostrazione di come l’Italia sia ormai il primo partner commerciale dell’Algeria in Africa. Tuttavia, l’incontro con Tebboune non sarà un semplice aggiornamento delle forniture esistenti.

L’Italia punta sulla diversificazione oltre il gas

Se l’asse Roma-Algeri si è consolidato sull’energia – e su questa base Meloni cercherà di ottenere ulteriori garanzie per compensare il vuoto lasciato da Doha – il confronto di oggi al Palazzo Presidenziale servirà a dare spessore anche ad altri capitoli della cooperazione. Il fatto che la premier arrivi ad Algeri prima di altri leader europei, bruciando sul tempo anche il ministro degli Esteri spagnolo, testimonia il livello di fiducia raggiunto, ma anche la volontà di trasformare una relazione di fornitura in una partnership strutturale. Su questo fronte, l’Italia guarda al Piano Mattei per l’Africa come al quadro ideale per estendere la collaborazione a settori strategici come l’industria agroalimentare, il farmaceutico e le energie rinnovabili.

Tra i dossier aperti, infatti, ci sono progetti che vanno ben oltre il metano. Si discute della realizzazione di un cavo sottomarino per l’esportazione di elettricità verso l’Europa, così come di iniziative comuni nel settore dell’idrogeno verde, una scommessa sul futuro che potrebbe ridefinire il rapporto energetico tra le due sponde del Mediterraneo. Inoltre, le trattative in corso tra il colosso italiano Eni e la società statale algerina Sonatrach per il rinnovo dei contratti di fornitura in scadenza nel 2027 rappresentano un’occasione per rinegoziare volumi e flessibilità, inserendoli in un contesto di maggiore integrazione industriale. Lo testimoniano i dati sulle esportazioni italiane, in forte crescita nel settore dei macchinari e delle tecnologie per l’industria manifatturiera, a conferma del ruolo di Roma nel sostegno alla modernizzazione industriale dell’Algeria.

Un rapporto consolidato sotto pressione geopolitica

L’incontro odierno, inoltre, cade in un momento particolare anche sul fronte interno. L’esecutivo, reduce dalla tornata referendaria sulla giustizia, si trova ad affrontare un clima politico complesso; tuttavia, la dimensione internazionale e la tutela degli interessi nazionali restano priorità sulle quali la presidente del Consiglio intende mantenere alta l’attenzione. Il viaggio ad Algeri, in tal senso, rappresenta un messaggio di continuità: la volontà di dimostrare che, nonostante le turbolenze, l’azione di governo prosegue nel rafforzamento di quelle alleanze che si sono rivelate decisive per la resilienza del sistema-Paese.

Dal punto di vista algerino, l’incontro con Meloni offre l’occasione per consolidare il proprio ruolo di fornitore affidabile in un’Europa in cerca di stabilità. Il governo di Abdelmadjid Tebboune, che ha già ospitato a Roma il quinto vertice intergovernativo lo scorso luglio, punta a convertire la centralità energetica in un vantaggio geopolitico più ampio, attirando investimenti e rafforzando la propria posizione negoziale nel contesto mediterraneo. I due leader, al termine dei colloqui, sono attesi a una conferenza stampa congiunta che dovrebbe fornire il quadro degli accordi raggiunti, con un focus particolare anche sulla gestione dei flussi migratori e sulla cooperazione in materia di sicurezza, in una regione che resta esposta a crisi multiple, dalla Libia al Sahel.

Meta Description: Giorgia Meloni è oggi ad Algeri per un vertice con Tebboune. Focus sulle forniture di gas dopo la crisi in Qatar, per rafforzare l’asse energetico e il Piano Mattei.

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