Corona su Belen Rodriguez: "Recitavo, l'ho fatta innamorare per sfruttarla"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Fabrizio Corona, nel documentario “Io Sono Notizia” disponibile sulla piattaforma Netflix, offre una disamina spietata del proprio metodo, incentrato sulla sistematica strumentalizzazione delle relazioni personali a fini economici. L’ex fotografo, che oggi torna a parlare di sé in un contesto mediatico amplificato dalla potenza dello streaming, riconosce senza ambiguità di aver architettato e messo in scena il proprio legame con Belen Rodriguez, attrice e conduttrice televisiva argentina che all’epoca dei fatti era al centro dell’attenzione dei media. Il movente, da lui stesso indicato come preponderante e ineludibile, è sempre stato il denaro, una priorità capace di sovrastare e piegare ogni dinamica affettiva. La confessione, che giunge a distanza di anni da quei fatti, delinea un modus operandi preciso, applicato con freddezza e replicato anche in altri rapporti noti al pubblico, dove la costruzione dell’innamoramento era solo il primo atto di una strategia più ampia. Lo stesso Corona, in uno dei passaggi più netti dell’autoracconto, ammette di aver “recitato” con Belen, manipolando a proprio vantaggio percezioni e dinamiche di coppia con l’unico scopo di alimentare l’attenzione dei media e garantirsi consistenti ritorni finanziari.
La strategia della manipolazione affettiva
La ricostruzione proposta da Corona non lascia spazio a interpretazioni benevole, dipingendo un quadro in cui l’affetto era merce di scambio e la fiducia un inganno calcolato. L’uomo, che oggi analizza il proprio passato con un linguaggio crudo e privo di autocommiserazione, spiega di aver spinto intenzionalmente Belen Rodriguez a innamorarsi, per poi sfruttare sistematicamente la relazione e la sua notorietà. Un meccanismo che, a suo dire, aveva già sperimentato con altre figure femminili dello spettacolo, consolidando una prassi che mescolava seduzione e calcolo. Emerge, dalle sue parole, un’ammissione di imbarazzo per il trattamento riservato a una delle sue ex compagne, un dettaglio che però non incrina la sostanza della narrazione: l’ossessione per il guadagno economico rimaneva il motore principale delle sue azioni, capace di giustificare qualsiasi tipo di condotta. La relazione con Belen, dunque, non viene rievocata come un capitolo sentimentale ma come una campagna pianificata, dove ogni gesto pubblico e privato era finalizzato all’accrescimento del proprio profitto e della propria visibilità.
Le conseguenze e il contesto giudiziario
Le dichiarazioni di Corona si inseriscono in un contesto più ampio, che tocca anche vicende giudiziarie passate legate alla diffusione non autorizzata di materiale fotografico. L’ex paparazzo, riferendosi a episodi specifici, afferma di essere stato l’artefice, alle spalle della Rodriguez, di un servizio a luci rosse, confermando così dinamiche di tradimento e sfruttamento della privacy che erano state a lungo oggetto di dibattito e inchieste. Queste rivelazioni, pur non aggiungendo nuovi elementi dal punto di vista processuale, offrono una chiave di lettura cinica e autoaccusatoria su eventi che hanno segnato la cronaca rosa e nera degli anni passati, mostrando come la ricerca del clamore e del denaro possa condurre a violare i confini della riservatezza e della fiducia. L’approccio narrativo scelto nel documentario, del resto, non indulge al pentimento ma alla fredda esposizione di fatti e meccanismi, presentati ormai come dati acquisiti di una biografia controversa.




