La superbike moderna che veste il mito: nasce la Suzuki GSX-R1000R “Cyclone”

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Ci sono moto che si guidano con il polso, e moto che si guarda con il cuore prima ancora di accenderle. La Suzuki GSX-R1000R “Cyclone”, presentata lo scorso weekend al Bike Shed Moto Show di Londra, appartiene indiscutibilmente a questa seconda categoria, sebbene sotto la sua pelle vintage batta un cuore ipertecnologico da 202 cavalli. motoblog +3

Nata dall’estro di Marc Bell per il suo laboratorio Haxch Moto, questa special è la risposta concreta – e artigianale – a una domanda che gli appassionati di mezzi litri giapponesi si pongono da anni: come sarebbe una superbike contemporanea se si vestisse con i panciaggi e le linee spezzate delle sportive che hanno infiammato i poster delle camerette tra gli Ottanta e i Novanta?

La risposta, ora, ha un nome in codice: Cyclone, e un’anima che non rinnega le proprie origini. inmoto +3

L’operazione nostalgia firmata Haxch Moto

Il progetto, eseguito su commissione per un cliente rimasto folgorato dalle precedenti creazioni del costruttore (in particolare la “Slabshot” basata su una GSX-R del 2009), ha richiesto un anno di lavori, sei dei quali vissuti da Bell in una sorta di ossessione costruttiva che gli ha lasciato appena due giorni di pausa dall’inizio dell’anno.

La base di partenza è una Suzuki GSX-R1000R del 2022, scelta non a caso per la sua dotazione tecnica di prim’ordine. motorbox +3

L’approccio, a differenza di semplici operazioni estetiche, è stato radicale nella forma ma conservativo nella sostanza: Bell ha mantenuto intatti il telaio, il forcellone e il sottotelaio originali, così come il motore, per non intaccare la dinamica di guida della superbike giapponese.

L’obiettivo dichiarato, infatti, non era replicare un modello specifico (come la RGV250 o le Slingshot), ma catturarne l’essenza stilistica, creando una sorta di “frullato di ricordi” che omaggia l’epoca d’oro di Hamamatsu senza cadere nel semplice esercizio di copia. motoblog +3

Tecnologia digitale per un’estetica analogica

La vera novità di processo, che segna un prima e un dopo per l’officina britannica, è stata l’adozione massiccia della progettazione digitale.

Per la Cyclone, Haxch Moto ha infatti utilizzato per la prima volta la scansione tridimensionale e il software CAD, una scelta obbligata per garantire l’accoppiamento perfetto tra le nuove linee del carenaggio e la struttura portante della moto.

Il risultato è un body kit completamente realizzato in fibra di carbonio, un materiale che strizza l’occhio alle competizioni endurance proprio come accadeva trent’anni fa. inmoto +3

Grazie al modello 3D, Bell ha potuto disegnare anche una serie di componenti meccanici secondari fresati dal pieno in alluminio, tra cui spiccano il bocchettone del serbatoio, l’alloggiamento del faro e persino il supporto per lo scarico. Ed è proprio il terminale scelto a completare il quadro nostalgico: un silenziatore Yoshimura RS-3 d’epoca, recuperato su eBay, che si abbina perfettamente alle nuove linee retrò della coda. motorbox +3

L’anima sportiva celata sotto la carena in carbonio

Non lasciatevi ingannare, però, dall’estetica vintage. Sotto quei pannelli ispirati agli anni d’oro, la Cyclone resta una superbike moderna e cattiva.

Per migliorare ulteriormente una ciclistica già eccellente, Bell ha affidato le sospensioni agli specialisti di Maxton: la forcella upside-down di serie è stata dotata di cartucce interne高性能, mentre al retrotreno fa il suo debutto un ammortizzatore monoshock completamente regolabile sviluppato ad hoc. moto +3

Le dotazioni di pregio continuano con i cerchi a tre razze Dymag CH3A verniciati di bianco (un chiaro omaggio al passato), pinze freno radiali Hel, pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa e una strumentazione da corsa AiM, che sostituisce il quadro originale per enfatizzare la vocazione pistaiola della moto.

Anche le piastre di sterzo e i comandi sono stati sostituiti da componenti Jetprime, fissati su un supporto dedicato in fibra di carbonio. motoblog +3

Una limited edition dal prezzo da collezione

Il successo riscontrato al Bike Shed Moto Show è stato tale che Haxch Moto ha già annunciato l’intenzione di produrre altre quattro unità identiche alla Cyclone, portando la tiratura totale a cinque esemplari.

Un numero ristretto che, unitamente alla mole di lavoro artigianale e alla digitalizzazione del progetto, giustifica un prezzo al pubblico piuttosto elevato.

Per portare a casa una di queste trasformazioni, infatti, bisognerà mettere in conto una spesa di circa 57.000 euro, una cifra che include l’acquisto della Suzuki GSX-R1000R base (modello 2022). moto +3

Una somma proibitiva per molti, certamente, ma che per i collezionisti e gli amanti delle operazioni nostalgia rappresenta il biglietto d’ingresso per un club esclusivo: quello in cui la tecnologia dei cavalli moderni indossa ancora il fascino irripetibile delle carene giapponesi degli anni Ottanta. motoblog +3

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