Bologna e Sassuolo si dividono la posta, un pari che lascia rimpianti
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Redazione Sport
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Un punto che muove la classifica, seppur di poco, ma l’impressione che resta nell’aria pungente del Dall’Ara è quella di un’occasione sprecata per entrambe. Il Bologna, che puntava a mantenere il passo con l’agguerrita lotta per i piani alti, e il Sassuolo, reduce da un periodo complicato e alla ricerca di punti pesanti per allontanare ombre più cupe, si sono annullati in un 1-1 denso di giocate e di errori. La partita, vivace e combattuta, ha visto le due formazioni alternarsi in fasi di gioco di pregevole fattura, condite però da quella mancanza di freddezza sotto porta che spesso separa un risultato di comodo da un vero colpo di scena. Se da una parte i rossoblù hanno faticato più del previsto contro un avversario ordinato e reattivo, dall’altra i neroverdi hanno dimostrato, ancora una volta, di possedere un carattere che non li fa arrendere nemmeno quando si trovano in svantaggio sul campo di una delle rivelazioni del campionato.
Il vantaggio di Fabbian e la risposta immediata di Muharemovic
Dopo un primo tempo sostanzialmente equilibrato, nel quale le squadre si sono studiate creando poche vere palle-gol, è stato il secondo tempo a fornire le emozioni più intense. A sbloccare l’incontro, al culmine di un’azione costruita con pazienza sulla fascia destra, è stato Giovanni Fabbian, che ha trovato il momento giusto per inserirsi e deviare di testa un cross preciso di Zortea, battendo Ravaglia. La gioia dei padroni di casa, però, è durata pochissimo: pochi minuti dopo, infatti, su un calcio d’angolo battuto con pericolosità, il portiere bolognese non è riuscito a intervenire in modo risoluto sul pallone, offrendo ad Ardit Muharemovic, lesto di riflessi, l’opportunità di appoggiare il destro di risposta in rete e riportare così tutto in parità. Due episodi, quelli dei gol, che hanno racchiuso perfettamente l’andamento della sfida, fatta di attenzione tattica ma anche di quei dettagli individuali, spesso imprevedibili, che ne decidono l’esito.
Le analisi degli allenatori a fine gara
Sul fronte del Bologna, l’allenatore ha espresso soddisfazione per la prestazione del collettivo, pur ammettendo che si poteva raccogliere di più da un match giocato “a viso aperto”. “Siamo andati in vantaggio, abbiamo fatto un’ottima partita condita da qualche errore di troppo”, ha commentato, elogiando in particolare proprio Fabbian, autore di una “grande partita” e sostituito solo per l’affaticamento accumulato. Ha poi sottolineato come gli impegni infrasettimanali pesino sull’organico, ricordando che in questa circostanza mancavano all’appello cinque giocatori. Dall’altra parte, Fabio Grosso ha messo in luce le qualità del suo Sassuolo, capace di essere “fastidioso” quando gioca con coraggio e con i piedi per terra. “Il Bologna è una squadra che ti attacca alto e se sei bravo e coraggioso a metterci qualità hai possibilità di fare male”, ha osservato, aggiungendo però un “peccato” riferito alla scarsa lucidità mostrata in alcune fasi decisive, proprio quando si erano create le azioni per tentare il “colpo grosso”.
Un risultato dalle diverse letture
Il pareggio, in definitiva, assume sfumature differenti a seconda della prospettiva dalla quale lo si osserva. Per il Bologna, fermato a quattro lunghezze dalla Roma, rappresenta un punto perso in casa in una corsa europea sempre più serrata, dove ogni singolo risultato può avere un peso specifico enorme. Per il Sassuolo, invece, il punto guadagnato sul campo di una delle sorprese positive della Serie A vale doppio, sia per il morale che per la classifica, dimostrando una solidità di gruppo che può diventare un’ancora di salvezza fondamentale. La partita, al di là del risultato, ha offerto spunti di buon calcio, confermando come il campionato italiano, nella sua parte medio-bassa, sia ricco di squadre in grado di impensierire chiunque, purché trovino la giusta concentrazione e la necessaria determinazione per l’intera durata del match.




