Tragedia a Guarene, padre e figlio uccisi dal monossido di carbonio

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un silenzio pesante, rotto solo dal viavai delle auto dei soccorritori, è calato sulla frazione di Castelrotto, nel comune di Guarene, dove nella giornata del 12 gennaio sono stati rinvenuti senza vita Paolo Foglino e suo figlio Francesco, di appena diciassette anni. La loro assenza, improvvisa e definitiva, ha creato uno strappo profondo in quella rete di relazioni – dalla scuola allo sport fino alla ristorazione – che li legava ad Alba e ai suoi dintorni; una perdita doppia e lacerante, che ha lasciato nell’immediato una sensazione di smarrimento collettivo. Paolo, noto come il titolare dell’“Osteria dei Sognatori” in centro ad Alba, e il giovane Francesco, descritto da chi lo conosceva come un “vortice di parole” animato dal desiderio di cambiare il mondo, sono stati stroncati, secondo le prime ricostruzioni, da un’intossicazione da monossido di carbonio nella loro abitazione, probabilmente mentre dormivano. Un epilogo assurdo e fulmineo, che ha trasformato un luogo familiare in uno scenario di morte.

L’inchiesta della procura e la dinamica dell’incidente

Sulla tragedia, la cui eco si è subito diffusa ben oltre i confini del Roero, la Procura della Repubblica di Asti ha aperto un fascicolo per omicidio colposo contro ignoti, dando il via a un procedimento giudiziario volto a stabilire con esattezza responsabilità e cause. L’ipotesi principale, suffragata dai primi, drammatici riscontri, punta il dito verso un malfunzionamento della caldaia a metano che serviva l’impianto di riscaldamento della casa. I vigili del fuoco di Alba, intervenuti sul posto, hanno infatti rilevato nell’ambiente concentrazioni letali del gas incolore e inodore, principale indiziato per le morti. La magistratura, per fugare ogni dubbio residuo e acquisire elementi tecnici incontrovertibili, ha disposto l’autopsia sui corpi delle due vittime; un atto dovuto, il cui esito si intreccerà con le perizie che i militari dell’Arma e gli stessi pompieri stanno conducendo sull’apparecchio e sull’intero sistema di evacuazione dei fumi.

Il lavoro investigativo per ricostruire i fatti

Le indagini, coordinate dai carabinieri, procedono ora su un duplice binario, tecnico e giudiziario, nel tentativo di ricostruire la sequenza precisa degli eventi. Gli investigatori, esaminando ogni componente dell’impianto termico e valutando lo stato di manutenzione dello stesso, cercano di capire se all’origine della fuoriuscita di monossido vi sia stata una negligenza, un difetto di installazione o un guasto imprevedibile. Quel che appare certo, e che conferma la pericolosità insita in questi incidenti domestici, è la rapidità con cui il gas può diventare letale, soprattutto durante le ore notturne, quando i sintomi di un malessere crescente passano inosservati. L’abitazione, un edificio su due piani nel cuore della frazione, è rimasta sigillata, in attesa che gli esami forniscano un quadro definitivo, mentre attorno alla memoria di Paolo e Francesco si moltiplicano i ricordi di chi li ha frequentati.

La reazione del territorio e il cordoglio istituzionale

Tra i primi ad essere informato dalla forze dell’ordine, il sindaco di Guarene Simone Manzone ha espresso il proprio sgomento per una tragedia che ha definito, con parole cariche di dolore, come qualcosa che “non dovrebbe accadere”. Il primo cittadino, che ricordava Paolo come un amico e Francesco come un ragazzo desideroso di impegnarsi per gli altri, ha incarnato lo stato d’animo di un’intera area, stretta attorno alla famiglia superstite. L’episodio, che riporta alla luce la cronica necessità di controlli accurati e di una cultura della sicurezza domestica, ha dunque oltrepassato i confini privati del lutto, sollevando interrogativi più ampi sulla prevenzione di simili fatalità, mentre la piccola comunità di Castelrotto si prepara a un addolorato commiato.

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