Livio Berruti, l’ultimo saluto a Stroppiana: folla e campioni ai funerali
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Redazione Sport
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Folla e campioni hanno partecipato all’ultimo saluto a Livio Berruti, con la chiesa parrocchiale di San Michele a Stroppiana, nel Vercellese, che non è riuscita a contenere tutte le persone arrivate per rendere omaggio al campione olimpico dei 200 metri ai Giochi di Roma 1960. Il funerale si è svolto mercoledì 12 agosto nel paese d’origine della sua famiglia, dove Berruti era cittadino onorario, dopo la sua scomparsa avvenuta domenica 9 agosto all’età di 87 anni, dopo una malattia. Alla cerimonia hanno preso parte cittadini e sportivi, uniti nel ricordo di uno dei simboli più importanti dell’atletica italiana.
L’ultimo saluto a Livio Berruti nella chiesa di Stroppiana
La celebrazione nella chiesa di San Michele si è svolta in forma riservata, ma la partecipazione è stata ampia e ha portato numerose persone davanti alla parrocchia del paese vercellese. Durante l’omelia, monsignor Stefano Bedello, vicario generale dell’Arcidiocesi di Vercelli, ha ricordato Livio Berruti come un uomo capace di vivere nella vita gli stessi valori che aveva mostrato nello sport. Lealtà, rispetto per l’avversario e determinazione sono stati i principi richiamati durante il ricordo del campione olimpico, che ha lasciato un segno nella storia dell’atletica italiana.
Stroppiana si è stretta attorno alla famiglia di Berruti per accompagnarlo nell’ultimo viaggio, nel luogo legato alle origini familiari dell’atleta. La comunità locale ha accolto persone arrivate per rendere omaggio a chi aveva conquistato l’oro olimpico nei 200 metri a Roma 1960 e detenuto il primato mondiale della specialità dal 1960 al 1963. La cerimonia ha rappresentato il momento pubblico del ricordo dopo la morte avvenuta in una clinica torinese.
Il ricordo sportivo e il legame con Roma 1960
Livio Berruti è stato ricordato anche per il rapporto costante con il mondo dell’atletica, seguito con attenzione anche negli ultimi anni. Le sue telefonate arrivavano in occasione delle grandi manifestazioni sportive e, anche da ultraottantenne, aveva mantenuto la curiosità verso le nuove generazioni di atleti. Tra le domande che poneva c’erano quelle legate a Jacobs, alla composizione della 4x100 e alle scelte di gara di Tortu, dimostrando un interesse ancora vivo per le competizioni.
Nel ricordo di Berruti è emersa anche la storia del rapporto con Wilma Rudolph, la campionessa statunitense conosciuta durante i Giochi di Roma del 1960. I due furono protagonisti di una vicenda raccontata come una delle storie più celebri di quell’estate olimpica, con le passeggiate mano nella mano nel villaggio olimpico che avevano attirato l’attenzione dell’Italia dell’epoca. Il legame tra i due atleti è stato descritto come un rapporto platonico rimasto nel tempo tra i ricordi più noti legati a quei Giochi.
L’ultimo saluto a Livio Berruti ha riunito quindi il mondo dello sport e il paese che ha accolto la cerimonia funebre. Il campione dei 200 metri di Roma 1960 è stato ricordato attraverso la sua carriera e attraverso i valori associati al suo percorso, dentro e fuori dalla pista. La partecipazione alla cerimonia ha mostrato l’attenzione riservata alla figura di un atleta che ha rappresentato un momento storico per l’atletica italiana.
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