Al via il calendario della Serie A 2026/27: derby blindati e l’asse del Sud si restringe
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Redazione Sport
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Sarà il Teatro Regio di Parma, tempio della lirica che in questa circostanza si fa palcoscenico della logistica, a ospitare il sorteggio del calendario della Serie A 2026/27, in programma venerdì 5 giugno alle 18:30. L’evento, trasmesso in diretta su Sky Sport 24 e in streaming su NOW, sancisce l’avvio ufficiale della macchina organizzativa in vista del via libera fissato per il weekend del 22 o 23 agosto.
Con la composizione definitiva delle venti squadre – resa nota dopo la vittoria del Monza nei playoff – si chiude dunque il cerchio delle attese, lasciando spazio alle consuete regole che plasmeranno l’ordine delle 380 partite. La Lega Serie A ha infatti diramato i criteri di compilazione, e tra questi spicca l’accorpamento delle soste per le nazionali: le finestre di settembre e ottobre si fonderanno in un’unica pausa che bloccherà il campionato consecutivamente il 27 settembre e il 4 ottobre.
Il Sud Italia sempre più solo dietro al Napoli
Analizzando la cartina geografica delle partecipanti, emerge un dato che impoverisce ulteriormente la rappresentanza meridionale. Sfumata la promozione del Catanzaro proprio a favore dei brianzoli del Monza, il Sud Italia potrà contare su sole tre maglie: quella del Lecce, ultimo baluardo salentino insieme al Napoli e al Cagliari. Quest’ultimo, seppur isolano, rappresenta storicamente una sponda per le latitudini inferiori. A contendersi il tricolore – quel vessillo ispirato da Gabriele D’Annunzio – rimarranno quindi prevalentemente le potenze del Nord.
Da una parte i partenopei, unica vera candidata della fascia tirrenica a insidiare il blocco delle grandi del settentrione, dall’altra un terzetto formato dall’Inter (detentrice del ventunesimo scudetto), dalla Juventus in cerca di risorgimento identitario e da un Milan che pare sempre più avvolto nella nebbia della sua stessa metropoli.
Le regole d’oro: asimmetria e turni infrasettimanali
La costruzione del calendario, come da prassi, non lascia spazio al caos ma segue un protocollo rigoroso. La prima norma è quella dell’asimmetria, che rende il percorso di ritorno completamente indipendente dall’andata. A questa si aggiunge il principio delle “otto giornate”: tra lo scontro diretto di una squadra e quello di ritorno contro la stessa avversaria dovranno intercorrere almeno otto turni, una clausola pensata per mantenere alto l’interesse mediatico.
Per quanto riguarda i turni spezzatino, ne sono previsti solo due: il primo mercoledì 28 ottobre (nona giornata) e il secondo, classico del periodo natalizio, il 6 gennaio (sostitutivo della Befana, corrispondente alla diciottesima). Non manca la sosta per le festività, che fermerà il campionato il 27 dicembre, per poi ripartire a pieno regime fino alla conclusione prevista per il 30 maggio 2027.
Derby blindati e le variabili europee
Le stracittadine rappresentano sempre un capitolo a parte nella gestione dell’ordine pubblico e della spettacolarità, e per questo il regolamento le ha messe in gabbia con regole ferree. I derby di Milano, Roma e Torino – e qui si intende le coppie Inter-Milan, Lazio-Roma e Juventus-Torino – non potranno in nessun caso essere programmati né alla prima giornata, né all’ultima, né tantomeno nell’unico turno infrasettimanale feriale del 28 ottobre. Esiste inoltre un criterio di alternanza fissa per garantire il bilanciamento dei fattori campo.
Ma la complessità maggiore deriva dall’incastro con le coppe europee: la riforma delle competizioni ha imposto un ulteriore filtro. Le società iscritte alla Champions League non potranno incrociare quelle impegnate in Europa League o Conference League in specifiche finestre "back-to-back" (settima, ventunesima, venticinquesima, ventottesima, trentunesima e trentaquattresima giornata), una precauzione per non avvantaggiare chi ha l’impegno infrasettimanale in Europa rispetto a chi invece riposa.




