Toghe in rivolta contro la separazione delle carriere
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Redazione Interno
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Si apre una settimana calda sul fronte toghe-governo. I magistrati italiani, rappresentati dall'Associazione Nazionale Magistrati (Anm), si mobilitano in vista dell'apertura dell'anno giudiziario, opponendosi fermamente alla riforma che prevede la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, riforma che ha già ottenuto il primo via libera dalla Camera dei deputati. L'Anm ha proclamato per lunedì 27 gennaio uno sciopero generale, mentre venerdì, in occasione dell'inaugurazione dell'anno giudiziario, i magistrati lasceranno le corti di Appello nel momento in cui prenderanno la parola il ministro della Giustizia Carlo Nordio e i rappresentanti dell'esecutivo.
Il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), organo di autogoverno della magistratura, è al centro del dibattito. La riforma prevede la creazione di due distinti CSM, uno per la magistratura giudicante e uno per quella requirente. Attualmente, l'autogoverno dei magistrati consiste nelle valutazioni di merito, nelle decisioni disciplinari e nelle istanze di trasferimento di sede. Tuttavia, la riforma mira a separare nettamente le carriere, suscitando forti opposizioni tra i magistrati, che temono una perdita di indipendenza e autonomia.
Giuseppe Santalucia, presidente uscente dell'Anm, ha espresso chiaramente l'opposizione della corporazione dei magistrati italiani, sottolineando i rischi di una riforma che, a suo avviso, minerebbe l'indipendenza della magistratura. La protesta dei magistrati, che culminerà nello sciopero del 27 gennaio, rappresenta un momento cruciale di confronto tra toghe e governo, con possibili ripercussioni sull'intero sistema giudiziario italiano.
La riforma, che ha già superato la prima lettura alla Camera dei deputati, dovrà ora affrontare il vaglio del Senato




