La crisi dei buoni spesa, tra shutdown e la sentenza della Corte Suprema

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   L’attuale shutdown del governo federale, nato da un’aspra disputa sulla legge di bilancio, ha ormai superato ogni precedente, diventando il più lungo della storia statunitense e scavalcando, non a caso, il record di 35 giorni registrato sotto la presidenza di Donald Trump. Le conseguenze, che si stanno dilatando in maniera progressiva, toccano ormai settori vitali dell’economia e del tessuto sociale, arrivando a minacciare il sostentamento di una fetta consistente della popolazione. Da ottobre, infatti, oltre 40 milioni di americani vivono una condizione di insicurezza alimentare, un dato allarmante che lo stallo politico non fa che aggravare, privando molti del fondamentale supporto governativo.

Il programma SNAP e le istruzioni contraddittorie

Al centro dell’ultima fase critica vi è il finanziamento del Supplemental Nutrition Assistance Program, noto come SNAP, un programma che costituisce un’ancora di salvezza per coloro che non sono in grado di provvedere autonomamente alla propria alimentazione. Il Dipartimento dell’Agricoltura, alle prese con la paralisi amministrativa, ha diramato agli stati delle direttive che sono apparse oscillanti e contraddittorie, chiedendo inizialmente di “annullare immediatamente” le procedure per l’invio degli aiuti. Dopo una serie di pronunce giudiziarie, le istruzioni sono mutate: dapprima è stato ordinato di erogare benefici parziali, poi si è passati all’invio dell’intero importo, in una sequenza che ha generato non poca confusione tra gli enti preposti e un’ansia crescente tra i beneficiari.

L'intervento della Corte Suprema

La situazione ha trovato un momento di svolta, seppur temporaneo, con l’intervento della Corte Suprema. La massima corte, rispondendo a un ricorso presentato dall’amministrazione Trump, ha infatti emesso un’ordinanza che sospende la decisione di un tribunale di grado inferiore, la quale imponeva al governo di coprire integralmente e senza ulteriori ritardi i sussidi SNAP per il mese di novembre. Questa misura, che di fatto rinvia la questione, ha sollevato l’esecutivo dall’obbligo immediato di trasferire circa quattro miliardi di dollari al programma di assistenza alimentare, lasciando in sospeso la sorte di milioni di persone.

Le immediate ripercussioni pratiche

Poche ore dopo la decisione dei giudici, alcuni stati, che nel frattempo avevano già provveduto a inviare l’intero sussidio ai propri residenti, si sono trovati di fronte a un quadro giuridico mutato. L’ordinanza della Corte Suprema, se da un lato ha dato ragione alle argomentazioni dell’amministrazione sull’impraticabilità dei pagamenti durante lo shutdown, dall’altro ha creato un limbo per i destinatari, molti dei quali avevano già conteggiato quelle risorse per la spesa del mese. L’impatto, dunque, non è solo numerico ma profondamente umano, andando a scaricarsi sulle fasce più vulnerabili della società, quelle per le quali anche un ritardo di pochi giorni nell’accesso al cibo può rappresentare una crisi insormontabile.

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