Alessandro Coatti ucciso in Colombia, i paramilitari negano: «Noi non c’entriamo»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il segretario di governo del Municipio di Santa Marta, Camillo George, ha espresso «sconcerto» per le circostanze in cui è stato trovato il corpo di Alessandro Coatti, il biologo emiliano assassinato in Colombia, le cui spoglie – come ha sottolineato lo stesso funzionario – presentavano segni di mutilazione. In una conversazione con Il Messaggero, George ha assicurato che le autorità stanno lavorando con «massima serietà» per fare luce sul delitto, pur riconoscendo che «nulla potrà restituire Alessandro ai suoi genitori», ai quali è stata rivolta la solidarietà delle istituzioni locali.

Intanto, dalle indagini emergono sviluppi contraddittori. Le Autodefensas Conquistadoras de la Sierra Nevada (Acsn), gruppo paramilitare noto come Los Panchos, hanno pubblicato un video su X in cui negano qualsiasi coinvolgimento nell’omicidio. Nel filmato, alcuni uomini in uniforme e con il volto coperto si rivolgono alla popolazione affermando di essere estranei alla morte del ricercatore, invitando anzi le autorità a indagare su «altri episodi di violenza» nella zona. Una presa di distanza che non convince del tutto, considerando la fama cruenta della banda, attiva nella regione.

Diversa l’ipotesi avanzata da Gianni Coatti, zio della vittima, che ha parlato di un possibile legame con il traffico di organi o con un «ricatto al governo colombiano». Sebbene le autorità non abbiano confermato questa pista, resta il fatto che il cadavere di Coatti – giunto in Colombia per un viaggio – sia stato rinvenuto smembrato, un dettaglio che alimenta speculazioni sulle reali motivazioni del crimine.

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