Finestrino rotto in volo su Ryanair, passeggero trattenuto dai vicini: la dinamica e i precedenti
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Redazione Esteri
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Un volo Ryanair operato da Malta Air, un Boeing 737 decollato da Salonicco, in Grecia, è stato teatro di momenti di alta tensione quando, durante la fase di salita, il finestrino ha ceduto. Un passeggero seduto accanto al foro che si è formato ha rischiato concretamente di essere risucchiato all'esterno del velivolo. L'uomo è stato trattenuto con forza sul sedile dalla moglie e da un altro passeggero, evitando così che la situazione degenerasse in una tragedia.
L'incidente ha riaperto il dibattito sulla reale possibilità che un corpo umano venga espulso da un aereo in volo attraverso un'apertura di quelle dimensioni.
La dinamica e la reazione dei passeggeri
L'episodio si è verificato poco dopo il decollo, mentre il velivolo stava guadagnando quota. Secondo le prime ricostruzioni, un cedimento meccanico del motore avrebbe provocato il distacco di alcuni frammenti che, proiettati contro la fusoliera, hanno infranto il finestrino nella zona centrale dell'aereo. Il passeggero, identificato dalle cronache con il posto 11F, si è ritrovato improvvisamente esposto alla depressione esterna e alla forza del vento relativo.
La pressione differenziale tra l'interno e l'esterno della cabina, sebbene non ancora ai livelli massimi delle altitudini di crociera, è stata sufficiente per esercitare una forza di risucchio tale da richiedere l'intervento fisico di chi gli sedeva accanto. Le testimonianze riportano che la moglie e un altro vicino hanno afferrato l'uomo per trattenerlo, evitando che venisse attirato verso l'esterno attraverso l'apertura.
L'equipaggio ha gestito la situazione dichiarando immediatamente lo stato di emergenza e ha ottenuto la priorità per rientrare all'aeroporto di partenza, dove l'aereo è atterrato senza ulteriori conseguenze per i restanti occupanti.
La fisica del volo e le condizioni del rischio
La domanda che circola in rete, alimentata dai video e dalle foto del finestrino danneggiato, è se un essere umano possa essere davvero risucchiato fuori da un aereo attraverso un oblò rotto. La risposta, suffragata dai rapporti tecnici, è affermativa, sebbene subordinata a variabili precise. La forza di risucchio è determinata principalmente dalla differenza di pressione tra cabina e atmosfera esterna, che cresce in modo esponenziale con l'aumentare della quota.
A bassa quota, come nella fase di salita iniziale in cui si trovava il volo Ryanair, la differenza di pressione è ancora contenuta, motivo per cui l'uomo è stato trattenuto con relativa facilità. Tuttavia, a quote di crociera superiori ai 10.000 metri, la pressione differenziale è tale che un'apertura di pochi centimetri può generare una forza superiore ai 500 chilogrammi, rendendo quasi impossibile per i passeggeri vicini trattenere chi si trovi nelle immediate vicinanze del foro.
Un ulteriore fattore determinante è la dimensione dell'apertura e la posizione del passeggero: la cintura di sicurezza, se allacciata, rappresenta l'unica barriera efficace contro l'espulsione, circostanza che nelle fasi iniziali del volo potrebbe non essere ancora stata attivata da tutti i viaggiatori.
I precedenti documentati dall'NTSB
L'ente americano per la sicurezza dei trasporti ha documentato almeno tre incidenti analoghi in cui il risucchio di un passeggero ha avuto esiti letali. Il caso più noto risale al 2018, quando su un volo Southwest Airlines un frammento del motore ha rotto un finestrino e una passeggera è stata parzialmente espulsa, riportando ferite mortali nonostante i tentativi di soccorso in volo. In quella circostanza, l'altitudine di crociera e la violenza dello schianto hanno reso vano qualsiasi intervento umano.
Altri episodi, risalenti agli anni Novanta e Duemila, confermano come l'evento sia raro ma concreto, legato a guasti meccanici che provocano la rottura della struttura dell'aereo. In tutti i casi analizzati, il fattore comune è l'improvvisa decompressione che, se abbinata a una vicinanza fisica al punto di rottura, trasforma il finestrino in un pericolo mortale. Nel caso del volo Ryanair, la bassa quota e la prontezza dei familiari hanno invertito l'esito, trasformando quella che poteva essere una statistica in un salvataggio miracoloso.
Le indagini e le verifiche tecniche
Le autorità greche per l'aviazione civile hanno aperto un'inchiesta per accertare le cause del cedimento del motore e della successiva frammentazione che ha colpito la fusoliera. Ryanair e Malta Air, vettore operativo del volo, hanno dichiarato di collaborare con gli investigatori e di aver messo a disposizione i dati di volo e i registri di manutenzione del Boeing 737.
Gli esperti stanno esaminando i dettagli del motore e le condizioni del finestrino per stabilire se si sia trattato di un difetto di fabbrica, di un'usura non rilevata o di un evento esterno, come l'ingestione di un corpo estraneo. L'aereo è attualmente fermo a Salonicco in attesa dei rilievi tecnici, e la compagnia ha provveduto a ricollocare i passeggeri del volo su altri mezzi.
L'attenzione si concentra ora sulla manutenzione dei velivoli e sui protocolli di sicurezza in cabina, con particolare riguardo all'obbligo di allacciare le cinture durante tutte le fasi del volo, una raccomandazione che, in casi come questo, fa la differenza tra la vita e la morte. I primi accertamenti non hanno ancora prodotto un rapporto definitivo, ma gli investigatori escludono al momento l'ipotesi di un atto doloso, orientandosi verso una concatenazione di guasti meccanici verificatasi in un frangente temporale particolarmente sfortunato.




