Italia approva la legge sulle materie prime critiche

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il Senato italiano ha approvato in via definitiva il decreto legge "Materie prime", convertendolo in legge. Questa nuova normativa stabilisce procedure accelerate, con un massimo di 18 mesi, per le autorizzazioni necessarie all'apertura di nuove miniere e giacimenti. L'obiettivo è ridurre la dipendenza dalla Cina e garantire l'approvvigionamento delle materie prime necessarie per la transizione ecologica e digitale.

Obiettivi della nuova legge

La legge mira a soddisfare le disposizioni del Critical Raw Materials Act dell'Unione europea, che identifica 34 minerali strategici per l'indipendenza dei paesi europei. In Italia, ci sono 76 giacimenti con almeno 17 di queste materie prime critiche. Attualmente, però, vengono estratti solo feldspato e fluorite.

Ritorno alle miniere

Dopo 30 anni, l'Italia torna a sfruttare le sue risorse minerarie. Tra i giacimenti individuati, ci sono il cobalto in Piemonte e il litio in Toscana, Lazio e Campania. La Sardegna, tuttavia, ha sollevato obiezioni e ha impugnato la legge davanti alla Consulta.

Commemorazione della tragedia di Marcinelle

L'approvazione della legge coincide con il 68esimo anniversario della tragedia della miniera di Marcinelle, in Belgio, dove persero la vita 262 minatori, di cui 136 italiani. Questo ricordo rende ancora più significativo il ritorno dell'Italia alle attività minerarie, con l'obiettivo di garantire l'indipendenza economica e la sicurezza delle forniture di materie prime critiche.

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