Bulega campione Superbike a Cremona: «Avevo toccato il fondo, ora sono rinato»
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Redazione Salute
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Nicolò Bulega è campione del mondo 2026 di Superbike. A Cremona, nella gara 2 del Gran Premio d'Italia, al 26enne pilota emiliano dell'Aruba.it Racing – Ducati è bastato piazzarsi alle spalle del compagno di scuderia Iker Lecuona per assicurarsi matematicamente il titolo iridato con due round d'anticipo.
Lo spagnolo ha firmato una tripletta clamorosa tra gara 1, Superpole Race e gara 2, ma la domenica cremonese resterà nella storia per un altro motivo: per la prima volta un pilota italiano ha conquistato il Mondiale delle derivate di serie in sella a una moto italiana, davanti al pubblico di casa.
Una rimonta lunga quattro anni
La storia di Bulega è quella di un talento che tutti davano per predestinato e che a un certo punto della carriera si è trovato con le spalle al muro. Il suo arrivo in Moto3 era stato folgorante, con il primo podio conquistato appena alla quarta gara, ma il passaggio in Moto2 si era rivelato poco fortunato e le porte del mondiale sembravano essersi chiuse. All'alba della stagione 2022 Nicolò era un pilota da ricostruire, costretto a cercare fortuna nel paddock delle derivate, in Supersport, dove nel 2023 ha ritrovato fiducia vincendo il titolo.
«Passare dei momenti difficili mi ha aiutato, perché quando è iniziata la mia carriera in Moto3 ero sulla bocca di tutti e tutti dicevano che avrei spaccato il mondo. Invece, alla fine, non è stato così», ha raccontato lo stesso Bulega dopo la gara. «Penso che aver toccato il fondo mi abbia formato e mi abbia fatto maturare come persona e, di conseguenza, come pilota».
Il weekend di Cremona e i numeri di una stagione dominata
Il titolo è arrivato al termine di un'annata praticamente perfetta, con 26 vittorie su 30 gare disputate e quattro secondi posti, tutti alle spalle di Lecuona. Tra il Gran Premio di Phillip Island, a febbraio, e quello di Magny-Cours, a inizio settembre, Bulega e la Ducati Panigale V4R avevano lasciato agli avversari soltanto la gara 1 del Gran Premio del Regno Unito, a luglio, firmando una striscia di 21 vittorie consecutive che ha riscritto i record della categoria.
A Misano, davanti a decine di migliaia di appassionati, aveva centrato la tripletta; al Balaton Park, in gara 1, aveva conquistato la quattordicesima vittoria consecutiva, superando il primato che era appartenuto a Razgatlioglu.
La pressione delle ultime settimane, con il titolo che si avvicinava gara dopo gara, non è stata facile da gestire. «La prima volta che ho guardato quanti giri mancassero ho visto che erano 16 e ho pensato: com'è possibile fare altri 16 giri?!», ha ammesso il pilota emiliano. «Ho commesso molti errori, è stata una brutta gara. Iker era incredibilmente veloce e ho cercato di sfruttarlo all'inizio per scappare via dagli altri. L'obiettivo di oggi era il campionato».
Il primo italiano a vincere con Ducati
Bulega è il secondo italiano a laurearsi campione del mondo in Superbike dopo Max Biaggi, che aveva conquistato il titolo nel 2010 e nel 2012 con Aprilia. Ma c'è un primato che appartiene soltanto a lui: nessun pilota italiano aveva mai vinto il Mondiale delle derivate con la Ducati. «Nicolò è il primo pilota italiano a diventare campione del Mondo Superbike con Ducati, e lo ha fatto davanti al pubblico italiano, proprio nell'anno in cui celebriamo i nostri cento anni», ha commentato l'amministratore delegato di Ducati, Claudio Domenicali.
Il successo di Cremona ha avuto anche un impatto sul pubblico: quasi 46mila presenze nell'arco del fine settimana, con il circuito di San Martino del Lago arrivato praticamente al tutto esaurito nella giornata di domenica. Per Bulega, che il prossimo anno correrà in MotoGP con il team VR46 di Valentino Rossi, si chiude così un cerchio iniziato tanti anni fa nello stesso paddock. «Quando ero piccolo mio padre aveva una squadra in Supersport, quindi sono cresciuto in questo ambiente. Ero un bambino che guardava Bayliss, Haga e tutti quei piloti incredibili. E adesso, dopo alcuni anni, sono Campione del Mondo. È una storia incredibile».
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