Turchia, l’Europa cambia rotta: più difesa e migranti con Erdogan

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Turchia torna al centro della strategia europea con un nuovo approccio basato su difesa, sicurezza, migrazione ed energia, mentre le questioni legate alla democrazia e ai diritti umani vengono lasciate in secondo piano. In vista del vertice Nato del 7 e 8 luglio ad Ankara, una visita di alto livello dell’Unione Europea nella capitale turca ha mostrato un cambiamento nella postura dei rappresentanti europei nei confronti del Paese guidato da Recep Tayyip Erdogan. L’obiettivo emerso dagli incontri è rafforzare la cooperazione su temi considerati prioritari per il quadro internazionale attuale.

Il nuovo rapporto tra Europa e Turchia sulla sicurezza

Per anni la Turchia di Erdogan è stata considerata un alleato complesso all’interno della Nato, con rapporti difficili anche con l’Unione Europea. L’acquisto dei missili russi S-400 aveva portato a sanzioni americane, all’esclusione dal programma dei caccia F-35 e a un raffreddamento dei rapporti con Bruxelles, che aveva inoltre congelato il negoziato per l’adesione alla luce delle critiche sulla situazione democratica nel Paese. Negli ultimi tre anni, però, il contesto strategico è cambiato e la cooperazione su difesa e sicurezza è tornata al centro del dialogo.

Il nuovo orientamento europeo emerge mentre la Turchia viene considerata un interlocutore rilevante per diversi ambiti strategici. I rappresentanti dell’Ue hanno posto l’attenzione sulla collaborazione nel settore della sicurezza, della gestione dei flussi migratori, dell’energia e della difesa, riducendo lo spazio dedicato alle tensioni legate al sistema politico interno turco. La visita ad Ankara prima del vertice Nato evidenzia quindi una fase diversa nei rapporti tra Bruxelles e il governo di Erdogan.

Erdogan chiede un ruolo maggiore nelle iniziative europee

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha affermato che la Turchia deve essere inclusa in tutte le strutture europee dedicate alla difesa e alla sicurezza. Le sue dichiarazioni arrivano mentre l’Europa punta a rafforzare le proprie capacità difensive in relazione alla minaccia russa e ad altre incognite sul piano internazionale, in attesa del vertice Nato previsto ad Ankara il 7 e 8 luglio.

Durante un discorso legato al vertice parlamentare della Nato a Istanbul, Erdogan ha inoltre chiesto la rimozione degli ostacoli presenti nel settore dell’industria della difesa. Il presidente turco ha indicato come priorità il raggiungimento di risultati che tengano conto delle sensibilità di sicurezza nazionale degli alleati e che rafforzino la solidarietà dell’Alleanza, collegando il ruolo della Turchia alle future dinamiche della cooperazione militare.

Il vertice Nato di Ankara e il peso strategico della Turchia

Il vertice Nato del 7 e 8 luglio ad Ankara rappresenta il contesto in cui il nuovo equilibrio tra Turchia, Europa e alleati occidentali viene portato al centro dell’attenzione. La posizione turca si inserisce in una fase in cui sicurezza e difesa hanno assunto un ruolo crescente nelle relazioni internazionali, favorendo un riavvicinamento su questioni operative e strategiche.

La trasformazione del rapporto con Ankara mostra il passaggio da una fase segnata soprattutto dalle tensioni politiche a un dialogo concentrato sulla collaborazione in ambiti considerati essenziali. La Turchia resta un attore centrale per le discussioni europee su difesa, sicurezza, energia e migranti, mentre il confronto sul piano dei valori democratici viene mantenuto in una posizione meno centrale rispetto alle priorità strategiche emerse negli ultimi incontri.

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