Genoa in volo, De Rossi: "Non invento nulla, prendo spunto da Gasperini"
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Redazione Sport
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Il ciclo positivo del Genoa non accenna ad arrestarsi, come dimostra la vittoria per 2-1 sul campo dell'Udinese, che ha portato a otto il bottino di punti nelle ultime quattro giornate. Una serie di risultati, questi, che consolida la risalita in classifica della squadra allenata da Daniele De Rossi, il quale, dopo il successo al Bluenergy Stadium, ha fornito una chiave di lettura sorprendentemente schietta circa il suo lavoro in panchina. "Quando giochi con i cinque e hai questi giocatori con grande potenza cerchi di sfruttarli in ampiezza, ma è importante che chiudano l'azione", ha spiegato il tecnico a 'Dazn', rivelando poi la sua principale fonte di ispirazione tattica: "lo scopiazzo dai vari Gasperini e chi ha fatto faville con questo modo di giocare, non invento niente". Una dichiarazione che, al di là della forma volutamente umile, sottolinea una precisa scelta di campo nel costruire un'identità di gioco solida e riconoscibile.
La vittoria a Udine e il gol esemplare
La conferma di quanto teorizzato da De Rossi si è materializzata nel secondo gol genovese, quello siglato da Norton-Cuffy, che ha chiuso in porta un'azione partita dall'opposta fascia, incarnando perfettamente il principio del gioco ampio e degli inserimenti risolutivi dalle corsie esterne. Una vittoria, quella contro i friulani, giudicata meritatissima dall'ambiente rossoblù, che aveva affrontato la trasferta con la consapevolezza delle difficoltà ma anche con la ferma intenzione di mantenere la concentrazione per tutti i novanta minuti. L'Udinese, dal canto suo, ha invece sprecato l'occasione di rimettersi in corsa per un posizionamento di alto livello, offrendo una prestazione opaca, specialmente nella prima frazione di gioco, e finendo per incartarsi nel momento decisivo.
L'unità del gruppo come fattore decisivo
Oltre agli aspetti prettamente tattici, De Rossi ha voluto rimarcare con forza il valore dell'unione dimostrata dalla squadra, elevandola a elemento distintivo e non scontato. "Ho visto una squadra, delle trame interessanti", ha affermato, pur criticando l'abbassamento eccessivo del baricentro dopo la rete dell'1-0. Il punto focale del suo discorso è stato però un altro: "Abbiamo lottato come una vera famiglia e non è scontato. Io stesso ho fatto parte di squadre che lottavano per finta o lottavano in otto, o facevano gli schizzinosi quando entravano. Noi invece abbiamo lottato tutti insieme, dal primo minuto al 96'". Un concetto, quello della compattezza e della lotta collettiva, che viene considerato dalla dirigenza e dai tifosi un pilastro altrettanto importante dei punti conquistati in campo.
La priorità assoluta rimane la salvezza
Questo momento positivo, per quanto incoraggiante, non distoglie l'attenzione dal principale obiettivo stagionale, che resta la permanenza nella massima serie. La stessa eliminazione dalla Coppa Italia, competizione percepita come strutturalmente favorevole a un ristretto gruppo di club, è stata accolta senza eccessivi rimpianti, concentrando tutte le energie sul campionato. La partita a Udine, definita "ostica" in precedenza, era vista come un banco di prova per verificare la capacità della squadra di non mollare la presa e di rimanere costantemente sul pezzo, una caratteristica che il Genoa sembra aver finalmente ritrovato sotto la guida del nuovo allenatore.




