Taobuk, l'armonia delle differenze sullo Stretto è un sentimento

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   È un lungo, grande polittico dello Stretto quello che, con i colori di una scrittura di raffinato lirismo, padre Antonio Spadaro dipinge nel prezioso volume “La Sicilia è un sentimento. Viaggio sul limite dello Stretto” (Touring Club Italiano), presentato in occasione della prima giornata della sedicesima edizione del Taobuk – Taormina International Book Festival.

L'opera, che si delinea come un poema e quasi come una partitura musicale, fa il dono di una vera e propria educazione al tempo e allo sguardo, suggerendo al lettore una percezione inedita di quella realtà che si guarda, si sfiora, si costeggia e si attraversa, ma che troppo spesso si dimentica di vedere veramente. Si tratta, in sostanza, di un invito a cogliere l'armonia delle differenze che caratterizzano le due sponde, un sentimento che si fa guida per interpretare le complessità di un territorio unico al mondo.

Nel frattempo, la kermesse diretta da Antonella Ferrara ha proseguito il suo cammino tra i suggestivi scorci di Palazzo Corvaja e gli altri luoghi iconici di Taormina, ospitando oltre duecento protagonisti della cultura internazionale provenienti da trenta Paesi. Il tema conduttore di quest'anno, la Fiducia, si è rivelato il filo rosso capace di tenere insieme gli interventi più disparati, spaziando dalla geopolitica alla narrativa, dalla poesia all'arte visiva.

In questo contesto, l'incontro con lo scrittore spagnolo Eduardo Mendoza ha rappresentato senza dubbio uno dei momenti più attesi: lo scrittore, a cui è stato conferito il Premio Sicilia, ha tenuto banco con il suo inconfondibile spirito critico e la sua ironia, dimostrando ancora una volta come l'umorismo possa essere un formidabile filtro per leggere la realtà.

L'ironia come sguardo sul mondo, il caso Mendoza

Eduardo Mendoza, maestro indiscusso del romanzo spagnolo contemporaneo, ha offerto al pubblico del festival una lezione di stile e profondità, dimostrando come la sua scrittura, capace di combinare raffinatezza e toni popolari, sia da oltre cinquant'anni un punto di riferimento imprescindibile.

Durante il suo intervento a Palazzo Corvaja, dialogando con Juan Carlos Reche Cala, lo scrittore ha provato a definire il segreto della sua arte, specificando che l'umorismo non è certo una “salsa di pomodoro che si aggiunge alla fine, ma fa parte del progetto” narrativo fin dall'inizio. Proprio nell'impossibilità di racchiudere questa cifra stilistica in una formula rigida risiede, forse, la forza della sua opera, che ha saputo raccontare la Spagna e le sue trasformazioni attraverso un filtro di disincanto e ironia che non scade mai nel banale.

La sua presenza a Taormina ha confermato il valore di un autore che ha vinto la scommessa di produrre best seller di successo commerciale senza per questo sacrificare la qualità letteraria, come testimonia la sua sterminata produzione che include titoli ormai entrati nell'Olimpo dei classici.

L'identità siciliana al femminile tra parole e immagini

Se l'incontro con Mendoza ha acceso i riflettori sulla narrativa internazionale, la prima giornata del festival ha riservato spazio anche a un approfondimento sull'identità siciliana, declinata al femminile attraverso due figure straordinarie del Novecento: Goliarda Sapienza e Letizia Battaglia.

Il talk intitolato “L'isola mondo”, che si è tenuto sempre a Palazzo Corvaja con la moderazione della giornalista Rosa Maria Di Natale, ha messo di fronte le scrittrici Lorena Spampinato ed Eleonora Lombardo, rispettivamente autrici dei volumi “A Catania con Goliarda Sapienza” e “A Palermo con Letizia Battaglia” per la collana “Passaggi di dogana” di Giulio Perrone. L'incontro ha rappresentato un'occasione preziosa per esplorare le due città siciliane attraverso lo sguardo di due artiste che hanno fatto della loro arte uno strumento di impegno civile e di denuncia.

Le opere, come ha sottolineato la moderatrice, non propongono certo una Sicilia da cartolina, ma restituiscono piuttosto l'anima molteplice e contraddittoria dei due capoluoghi, dove la bellezza convive con il dramma e la speranza si affaccia tra le pieghe dell'immobilismo.

L'Europa e le sfide del futuro nel segno della fiducia

Parallelamente agli incontri letterari, l'edizione 2026 del festival ha ospitato un panel di alto profilo dedicato alle sfide geopolitiche ed economiche che il Vecchio Continente è chiamato ad affrontare in un contesto globale sempre più complesso. Nel corso del dibattito intitolato “Difesa, competitività, innovazione. Le linee d'ombra del riscatto europeo”, moderato da Paolo Valentino, sono intervenuti personalità del calibro dell'ex premier francese Manuel Valls e dell'ex commissario europeo Paolo Gentiloni.

Il tavolo di lavoro ha esplorato le condizioni politiche, economiche e istituzionali attraverso cui l'Europa potrebbe ricostruire quella fiducia necessaria per agire come un attore coeso e competitivo. Al centro della riflessione sono finite le criticità legate al ritardo accumulato su settori chiave come l'intelligenza artificiale, il quantum computing e la robotica, unitamente alla nuova centralità della difesa comune, riportata in primo piano dalla guerra in Ucraina.

In definitiva, la prima giornata di Taobuk ha saputo muoversi con equilibrio tra l'introspezione più intima della scrittura e la complessità delle dinamiche globali, confermando la vocazione del festival a essere un laboratorio di pensiero capace di coinvolgere pubblico e addetti ai lavori.

Dalla riflessione sul paesaggio come sentimento, all'esplorazione delle contraddizioni urbane attraverso l'arte di Goliarda Sapienza e Letizia Battaglia, fino alle analisi sulla tenuta delle democrazie e sulle prospettive dell'Europa, la kermesse taorminese ha dimostrato ancora una volta di saper tessere una trama fitta di significati, in cui la cultura si pone come strumento indispensabile per decifrare il presente.

La sedicesima edizione prosegue, dunque, con un programma ricco di appuntamenti che spaziano dalla filosofia alla scienza, sempre all'insegna del tema portante della fiducia.

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