Milleproroghe, il governo allunga la vita lavorativa di medici e infermieri
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Redazione Interno
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Le commissioni Affari costituzionali e Bilancio della Camera hanno dato il via libera a un pacchetto di emendamenti al decreto Milleproroghe che incide profondamente sulla gestione del personale sanitario, e lo fa prorogando per l'intero 2026 due misure chiave: la possibilità per i medici ospedalieri di trattenersi in servizio fino a settantadue anni e, parallelamente, la sospensione del regime di incompatibilità che, di fatto, consentirà agli infermieri dipendenti delle aziende sanitarie di continuare a esercitare la libera professione al di fuori dell'orario di servizio. Il provvedimento, che accoglie anche una proposta della Lega sul fronte infermieristico, era stato anticipato nei giorni scorsi dal ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, e rappresenta, nelle intenzioni dei proponenti, una risposta concreta alle sollecitazioni arrivate dai territori, in particolare da quelle regioni, come la Calabria, dove la carenza di organico rischia di mettere in ginocchio interi reparti.
Un ritorno in corsia fino a settantadue anni, su base volontaria
La misura principale, un emendamento del governo di cui è primo firmatario il deputato di Forza Italia Francesco Cannizzaro, non introduce una novità assoluta ma estende al 2026 una norma già sperimentata negli anni precedenti. Si tratta, nel dettaglio, della facoltà per i medici in servizio di posticipare il pensionamento oltre i limiti ordinari, e della possibilità per quelli già in quiescenza di essere richiamati, sempre su base volontaria, fino al compimento del settantaduesimo anno di età. Cannizzaro ha ricordato, in particolare, l'impegno assunto il 7 gennaio scorso a Polistena, sotto la pioggia, davanti allo spoke locale: trovare una soluzione per evitare che molti ospedali, a partire dalle realtà calabresi come Locri, andassero in difficoltà e che alcuni reparti addirittura chiudessero. L'obiettivo dichiarato è quello di tamponare quella che il deputato ha definito "un'emorragia" di personale, dando una risposta rapida ai cittadini e alle aziende ospedaliere in affanno.
Più flessibilità per gli infermieri tra pubblico e privato
Alla proroga per i camici bianchi si affianca, e questa è una novità rilevante, il via libera a un emendamento di matrice leghista che prolunga di altri due anni la possibilità per gli infermieri dipendenti del Servizio sanitario nazionale di svolgere attività libero-professionale. La modifica, che è stata riformulata assorbendo proposte analoghe, di fatto congela per tutto il 2026 il regime di incompatibilità previsto dalla normativa ordinaria. Si tratta di una deroga significativa, introdotta inizialmente durante l'emergenza Covid con le misure urgenti del 2021 e che ora viene confermata. La sospensione del vincolo di esclusività, che consente al personale infermieristico di accettare incarichi extra-istituzionali previa autorizzazione, è vista dal partito del Carroccio come una leva per garantire maggiore qualità ed efficienza all'assistenza, rispondendo, anche in questo caso, alle esigenze che arrivano dai territori.
L'iter parlamentare e le prossime scadenze
Il testo emendato del decreto Milleproroghe, che consta complessivamente di 375 proposte segnalate, è ora atteso in Aula alla Camera dove il prossimo 19 febbraio è previsto il voto di fiducia. Una volta ottenuto il via libera da Montecitorio, il provvedimento passerà all'esame del Senato per la conversione in legge, un passaggio che dovrà concludersi entro il termine perentorio del 1° marzo, data oltre la quale il decreto decadrebbe. L'iter, come si vede, è serrato e la scelta di porre la fiducia, in un contesto politico in cui alla Camera si discute anche lo snellimento delle procedure per il voto, sottolinea la volontà dell'esecutivo di blindare il provvedimento e renderlo operativo nei tempi previsti, evitando che la complessa macchina parlamentare possa arenare un testo considerato strategico per il funzionamento del sistema sanitario nazionale.
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