Delmastro condannato a 8 mesi: «Non mi dimetto»
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Redazione Interno
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Andrea Delmastro Delle Vedove, sottosegretario alla Giustizia esponente di Fratelli d’Italia, è stato condannato a otto mesi di reclusione e a un anno di interdizione dai pubblici uffici per il reato di rivelazione del segreto d’ufficio. La sentenza, emessa dal Tribunale di Roma, riguarda il caso legato alla vicenda dell’anarchico Alfredo Cospito, detenuto nel regime carcerario del 41bis. Delmastro, che ha la delega al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap), avrebbe rivelato al collega di partito Giovanni Donzelli il contenuto di una conversazione tra Cospito e altri detenuti, in cui l’anarchico riferiva di un incontro con una delegazione del Partito Democratico per discutere l’ammorbidimento del carcere duro.
Nonostante la condanna, il sottosegretario ha dichiarato di non volersi dimettere, affermando di sperare in un giudice a Berlino, riferimento che lascia intendere la volontà di ricorrere in appello. Una decisione che ha suscitato reazioni, tra cui quella del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, il quale ha criticato l’atteggiamento di Delmastro, definendolo parte di una classe politica che si sente “intoccabile”.
La condanna arriva in controtendenza rispetto alla richiesta della Procura di Roma, che aveva chiesto l’assoluzione per l’assenza dell’elemento psicologico del reato. I pm Paolo Ielo e Rosalia Affinito avevano sostenuto che Delmastro non fosse consapevole della natura riservata delle informazioni condivise. Tuttavia, il giudice ha ritenuto diversamente, confermando la gravità dell’atto.
Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, ha espresso solidarietà a Delmastro, definendosi “addolorato” per la sentenza ma ribadendo la sua fiducia nel sottosegretario. Intanto, il caso continua a sollevare interrogativi sull’uso politico di informazioni riservate e sulla gestione di temi sensibili come il regime carcerario del 41bis, che da anni è al centro di accesi dibattiti.




