Due operatori ecologici morti nel Fiorentino mentre raccoglievano i rifiuti: si indaga

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Redazione Interno Redazione Interno   -   A distanza di poche ore l’uno dall’altro, due addetti alla raccolta dei rifiuti sono stati trovati senza vita in due comuni diversi della provincia di Firenze. A fare la drammatica scoperta, ieri sera a Bagno a Ripoli per il primo caso e ieri mattina intorno alle sette a Barberino del Mugello per il secondo, sono stati probabilmente i colleghi di lavoro, insospettiti dal protrarsi dell’assenza dei due operatori durante il consueto giro di raccolta.

Le vittime, Damiano Valletti, 55 anni, residente a Barberino di Mugello, e Matteo Consolati, 52enne di Londa, per quanto impiegati nello stesso identico settore, ovvero il ritiro dei rifiuti, non è dato sapere se si conoscessero; la loro esistenza, segnata da un comune tragico destino, si è interrotta lungo il ciglio di una strada, nel bel mezzo del turno di lavoro.

Le due morti, avvenute nel giro di poche ore, hanno gettato nello sconforto il mondo dei servizi ambientali e le rispettive comunità locali, soprattutto alla luce delle condizioni climatiche eccezionali che hanno caratterizzato quella giornata di luglio, una delle più roventi dell'estate. Se per il 42enne trovato a Bagno a Ripoli ieri sera – anche lui dipendente di una ditta in appalto per Alia – la causa del decesso non è stata ancora determinata con certezza, gli inquirenti non escludono comunque che si possa essere trattato di un malore improvviso.

Diversa, per ora, l'ipotesi che circonda la morte di Valletti: l'uomo, che lavorava per un'altra azienda sempre in appalto per il medesimo gestore del servizio rifiuti, si è accasciato al suolo in via del Lavoro a Barberino del Mugello durante un servizio di raccolta porta a porta, e i primi rilievi medico-legali fanno propendere per un arresto cardiaco o un colpo di calore, anche se al momento si tratta di mere congetture che solo gli accertamenti potranno confermare o smentire.

I due episodi e l'allarme sulle condizioni di lavoro

La coincidenza temporale e la natura dei due episodi hanno immediatamente acceso i riflettori sulle condizioni in cui si trova a operare il personale addetto alla nettezza urbana, chiamato a svolgere un'attività fisicamente gravosa spesso nelle ore più calde della giornata. Valletti, come detto, stava lavorando quando è stato colto dal malore; Consolati, invece, è stato ritrovato nel tardo pomeriggio, al culmine di una giornata da bollino rosso per le alte temperature, anche se il suo decesso potrebbe non essere direttamente collegato al caldo.

Al momento, le autorità giudiziarie hanno disposto gli opportuni accertamenti sui corpi per fare piena luce sulle dinamiche di entrambe le tragedie: non si esclude, in via del tutto prudenziale, che possano emergere cause naturali per entrambi i casi, ma fino al deposito dei referti autoptici ogni pista resta percorribile, sebbene con la dovuta cautela.

Il cordoglio del sindacato e la richiesta di chiarezza

A rompere il silenzio sulla vicenda, nelle ultime ore, è stata la Fp Cgil Firenze, che con una nota ufficiale ha voluto esprimere il proprio più profondo cordoglio alle famiglie dei due lavoratori scomparsi, ai loro colleghi e a tutte le persone che erano legate a Damiano Valletti e Matteo Consolati.

Nel messaggio, il sindacato ha però anche voluto puntare il dito sulle necessarie verifiche da parte delle autorità preposte, chiedendo che gli accertamenti facciano piena chiarezza sulle esatte dinamiche dei due incidenti; in particolare, la sigla ha sottolineato come sia doveroso che siano le indagini, e non le supposizioni, a stabilire con precisione i fatti e le eventuali responsabilità.

Il riferimento, seppur implicito, è alle condizioni lavorative e di sicurezza che potrebbero aver inciso sulla salute dei due operatori, soprattutto in un periodo come quello estivo in cui la raccolta dei rifiuti diventa un'attività particolarmente usurante a causa delle elevate temperature.

L'attesa per gli esiti delle indagini

Mentre la notizia si diffonde tra gli addetti ai lavori e nei due comuni toscani, l'attenzione rimane alta sulle indagini della procura, che ha già acquisito i primi verbali e le dichiarazioni dei responsabili della sicurezza delle ditte appaltatrici.

Non è stata ancora resa nota, infatti, la tempistica esatta in cui i due uomini sono stati colpiti dal malore, né se qualcuno abbia assistito ai fatti prima che i corpi venissero rinvenuti; particolari, questi, che potrebbero rivelarsi decisivi per ricostruire gli ultimi istanti di vita dei due operatori e per comprendere se i protocolli di sicurezza previsti per i lavori esposti a condizioni climatiche estreme siano stati effettivamente rispettati.

In attesa di riscontri più concreti, la notizia della doppia morte ha riacceso, nella zona del Fiorentino, il dibattito sulla necessità di rafforzare le misure di prevenzione e la sorveglianza sanitaria per una categoria di lavoratori che, giorno dopo giorno, svolge un servizio essenziale per la collettività, spesso a un prezzo altissimo in termini di fatica e, come dimostrano questi due drammatici episodi, talvolta anche di vita.

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