Schlein respinge le accuse di antisemitismo: "Criticare Netanyahu è doveroso"
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Redazione Interno
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"Non è accettabile che chiunque critichi un governo che viola i principi internazionali sia tacciato di antisemitismo. Condannare l’operato di Netanyahu non solo è legittimo, ma necessario". Con queste parole, pronunciate durante la trasmissione Agorà weekend su RaiTre, la segretaria del Pd Elly Schlein ha ribadito la sua posizione sul conflitto a Gaza, respingendo le accuse di antisemitismo rivolte a chi, come lei, contesta la linea del premier israeliano. "Saremo in piazza il 7 giugno – ha aggiunto – perché ciò che accade a Gaza riguarda tutti, e non possiamo restare indifferenti di fronte a una tragedia che continua a mietere vittime innocenti".
La leader dem, che ha definito "crimini" le azioni del governo israeliano, ha sottolineato l’urgenza di fermare "l’occupazione illegale, la vendita di armi e la strategia bellica che colpisce indiscriminatamente i civili". Un appello condiviso dal Partito Democratico di Varese, che ha annunciato il proprio sostegno alla manifestazione, denunciando "l’inaccettabile strage di palestinesi e la distruzione sistematica di vite e futuro".
Intanto, tra i vecchi alleati del centrosinistra, riaffiora l’ipotesi – per ora remota – di un riavvicinamento tra Matteo Renzi e Carlo Calenda. Sebbene i due, noti per i caratteri polemici e le frequenti divergenze, abbiano consumato una rottura netta appena sei mesi dopo le elezioni, la politica è spesso terreno di imprevedibili riconciliazioni. Un’eventuale intesa, anche se circoscritta alla questione israelo-palestinese, potrebbe rivelarsi una svolta significativa, seppur improbabile, nello scenario politico italiano.




