Intelligenza artificiale, a Bolzano la terza edizione di Digital Connect

Intelligenza artificiale, a Bolzano la terza edizione di Digital Connect
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Redazione Economia Redazione Economia   -   L'intelligenza artificiale è ormai parte della quotidianità lavorativa: trasforma i processi, accelera le decisioni, automatizza attività e apre nuove opportunità per prodotti e servizi innovativi. È da questa premessa che prende le mosse la terza edizione di "Digital Connect", l'evento in programma il 7 ottobre al Four Points by Sheraton di Bolzano, dalle 9 alle 17, che mette a confronto esperti internazionali e professionisti altoatesini.

La domanda al centro della giornata non riguarda ciò che l'IA potrà fare un giorno, ma ciò che è già in grado di fare domani all'interno delle aziende. Il progetto è promosso da Unione, IDM Alto Adige, CNA Alto Adige, Confindustria Alto Adige, Unione Albergatori e Pubblici Esercenti, Unione Agricoltori e Coltivatori Diretti Sudtirolesi, lvh.apa, Confesercenti Alto Adige e NOI Techpark, ed è rivolto a collaboratori e dirigenti delle piccole e medie imprese di tutti i settori.

Il caso Microtec e il valore pratico dell'IA

Tra le esperienze che verranno portate all'attenzione degli imprenditori c'è quella di Microtec, azienda di Bressanone attiva da quasi cinquant'anni nello sviluppo di soluzioni per l'industria della lavorazione del legno, che ha ricevuto l'Italian Project Award come miglior progetto di intelligenza artificiale nel settore industriale. Automatizzare le attività, sviluppare nuovi servizi, prendere decisioni più rapidamente ed efficientemente: sono questi gli obiettivi concreti che le imprese altoatesine stanno perseguendo.

Il programma dell'evento prevede keynote, interventi pratici e best practice su IA, automazione, marketing, strategia, applicazioni visive dell'intelligenza artificiale e cybersicurezza, con occasioni di networking e incontri individuali con esperti del digitale. Fino al 6 settembre è disponibile la tariffa Early Bird di 98 euro più IVA, che sale a 145 euro più IVA successivamente; le iscrizioni di gruppo mantengono comunque la quota agevolata.

La lezione della fatturazione elettronica in Italia e in Francia

Il timore che l'innovazione tecnologica penalizzi le competenze umane non è nuovo. Nel 2019, con l'introduzione generalizzata della fatturazione elettronica tra soggetti privati in Italia, una parte del mondo professionale temeva che la digitalizzazione avrebbe sottratto ai commercialisti la tenuta della contabilità. Le criticità applicative emersero con evidenza già nei primi mesi: un sondaggio del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti rilevò difficoltà tali da indurre i vertici della categoria a proporre una moratoria sulle sanzioni per le operazioni di gennaio.

A distanza di sette anni, la stessa domanda riemerge in Francia, dove la fatturazione elettronica è obbligatoria dal settembre 2026 per le grandi imprese e le imprese di taglia intermedia, e lo sarà dal settembre 2027 per le PMI e le microimprese. Tutte le aziende francesi devono comunque essere in grado di ricevere fatture elettroniche già dal settembre 2026, utilizzando piattaforme approvate che gestiscono emissione, ricezione e trasmissione dei dati all'amministrazione fiscale.

Quali professioni sono esposte all'IA

Uno studio realizzato dal Centro Studi di Assolombarda insieme all'Università Cattolica del Sacro Cuore, presentato a Milano, ha misurato l'impatto potenziale dell'intelligenza artificiale sul mercato del lavoro del cosiddetto Quadrilatero, l'area che comprende le province di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia. I dati indicano che 750.000 persone, il 32% degli occupati di quel territorio, sono esposte alla rivoluzione dell'IA: una quota superiore alla media lombarda del 31% e a quella nazionale del 26%.

L'esposizione è massima nei servizi alle imprese, dove supera la metà degli occupati, ma coinvolge in misura crescente anche il manifatturiero, dove raggiunge il 38,9% contro il 30,6% della media italiana.

Il professor Emilio Colombo, che ha curato la ricerca, sottolinea tuttavia che esposizione non significa automaticamente sostituzione: le professioni ICT e scientifiche, pur tra le più coinvolte, presentano anche un elevato potenziale di sostituzione dei task, mentre insegnanti e operatori sanitari restano legati ad attività complementari alla tecnologia, dove la relazione interpersonale fa la differenza.

Investimenti in IA e preparazione della forza lavoro

Lo scarto tra adozione tecnologica e sviluppo delle competenze emerge anche dalla ricerca globale di Accenture "Talent Reinventors: Delivering Value with and for People", condotta su oltre 1.300 dirigenti e 4.500 lavoratori in venti settori e dodici mercati. Secondo lo studio, l'86% delle organizzazioni investe in intelligenza artificiale, ma appena il 43% sta preparando la propria forza lavoro a utilizzarla in modo efficace.

Il gruppo ristretto di organizzazioni definite Talent Reinventors, che bilanciano l'adozione dell'IA con un approccio incentrato sulle persone, ha registrato nel 2025 una crescita dei ricavi superiore di 1,8 punti percentuali e dei profitti di 1,4 punti percentuali rispetto ai concorrenti. Il 96% di queste organizzazioni ha una strategia di gestione del talento completamente integrata con la tecnologia e l'IA, e sono 16,5 volte più propense ad avere una visibilità in tempo reale delle competenze presenti in azienda.

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