Antonello Venditti e la "Notte prima degli esami": tra emozioni e riflessioni amare

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Mentre il sole calava sulle Terme di Caracalla, Antonello Venditti si preparava a salire sul palco per il primo dei tre concerti sold out del tour "Notte prima degli esami 40th anniversary", in programma tra il 17 e il 21 giugno. Una data simbolica, quella del 17, scelta non a caso: «L’ho voluta io, proprio nel giorno che ormai mi porto nel cuore da anni», ha spiegato il cantautore romano, sottolineando come quel brano, diventato un inno generazionale, continui a emozionare non solo chi quegli esami li ha appena affrontati, ma anche genitori, nonni e professori. «Ci siamo tutti dentro», ha aggiunto, commuovendosi al pensiero di come quella canzone abbia attraversato decenni senza perdere smalto.

Ma tra le note di "Notte prima degli esami" e gli altri successi di "Cuore" – album ripubblicato nel 2024 in una versione rimasterizzata con l’inedito "Di’ una parola" – Venditti non ha evitato di lanciare un monito più cupo, riflettendo su un’epoca che definisce «nutrita di cazzate, bugie e apparenze». Un commento che prende spunto dall’ondata di polemiche seguite alle immagini di alcuni studenti romani immortalati mentre esultavano con il saluto romano durante l’ultimo giorno di scuola. «Non le vedo, le ignoro», ha tagliato corto l’artista, pur ammettendo che «dietro una fotografia spesso si nasconde l’esatto contrario di quel che sembra».

E proprio sul tema delle apparenze ingannevoli, Venditti è tornato a parlare della cosiddetta "droga dello stupro", sostanza usata in diversi casi di cronaca nera recente, definendola uno strumento che «trasforma in bestia». Senza scendere in dettagli macabri, il cantante ha evocato la pericolosità di un fenomeno che, purtroppo, continua a mietere vittime, spesso nell’indifferenza generale o nella distrazione di chi preferisce voltarsi dall’altra parte.

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