L’adunata degli alpini a Genova tra mappe interattive, accampamenti improvvisati e divieti: la città si prepara all’arrivo delle penne nere
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Redazione Interno
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L’operazione di information design, quella che in gergo tecnico definiremmo “wayfinding”, assume talvolta contorni più urgenti della stessa pianificazione fisica.
A Genova, in vista della 97esima Adunata nazionale degli Alpini, l’iniziativa promossa da Primocanale – una mappa interattiva battezzata “Io sono qui” – cerca di sopperire proprio a questa esigenza, offrendo a cittadini e visitatori – e lo fa in tempo reale – uno strumento capace di sintetizzare dati altrimenti dispersi in ordinanze e comunicati ufficiali.
La necessità di un simile ausilio, del resto, non è affatto trascurabile: l’evento, che si preannuncia particolarmente complesso per la viabilità cittadina, costringerà gli utenti a orientarsi tra varchi pedonali, aree chiuse al traffico, indicazioni per raggiungere gli ospedali (con percorsi dedicati per il Galliera) e, persino, la posizione dei numerosi bagni chimici disseminati nel centro.
Questi ultimi, va detto, saranno circa settecento tra moduli standard e soluzioni più attrezzate, presidiati dagli stessi alpini per garantirne la funzionalità durante le tre giornate di maggiore affluenza. primocanale +3
La macchina organizzativa del Coc e la gestione dell’emergenza parchi
Il Centro operativo comunale (Coc), attivato da alcune settimane per governare l’emergenza logistica, ha tenuto nelle ultime ore una riunione cruciale presieduta dall’assessore alla Protezione civile, Massimo Ferrante, e con la partecipazione della consigliera delegata all’evento, Vittoria Canessa Cerchi.
La dichiarazione rilasciata al termine del vertice lascia intendere uno stato di massima allerta: “La macchina comunale è a pieno regime”, ha spiegato Ferrante, sottolineando come tutte le direzioni siano coordinate in un’azione sinergica per gestire l’arrivo anticipato delle decine di migliaia di penne nere.
Proprio questo flusso inatteso – che ha visto i primi gruppi piantare le tende già prima del via libera ufficiale – ha costretto il Coc a una misura drastica: la chiusura anticipata di giardini e parchi pubblici (ad eccezione di ville come Pallavicini e Castello d’Albertis) già da giovedì 7 maggio, una decisione presa “per tutelare il verde pubblico” di fronte al rischio di calpestio e occupazione non autorizzata. sicurauto +3
Il caso degli accampamenti alla Foce: via Cecchi e la svolta di piazza Paolo da Novi
Proprio la gestione del territorio, e in particolare del quartiere della Foce, ha generato un paio di episodi emblematici del delicato equilibrio tra accoglienza e regolamentazione.
Il primo si è verificato in via Cecchi, dove un gruppo di alpini aveva allestito un bivacco che la polizia locale ha ritenuto di dover rimuovere per assenza delle necessarie autorizzazioni.
Un episodio, questo, che ha attirato l’attenzione anche del mondo politico romano ma che, nei fatti, ha aperto la strada a un secondo atto diversamente concluso.
In piazza Paolo da Novi, infatti, l’arrivo inatteso di un contingente proveniente da Brescia – con tende, cucine da campo e una voglia evidente di non spostarsi – ha rischiato di replicare lo scenario di via Cecchi.
A cambiare le carte in tavola è stata l’intercessione della presidente del Municipio VIII Medio Levante, Anna Palmieri, che ha negoziato con il Comune una sorta di sanatoria lampo: l’accampamento, ha spiegato la stessa Palmieri, non è d’intralcio alla viabilità né occupa aiuole protette, e pertanto potrà restare dov’è fino a domenica, contribuendo anzi a quell’atmosfera di festa che i residenti già salutano con slogan di incoraggiamento.
Una soluzione, quella mediata dalla politica locale, che ha scongiurato un secondo sgombero. casertaweb +3
La mobilità potenziata e il geoportale per districarsi tra i divieti
Per tamponare i disagi attesi – e per evitare che la città vada letteralmente in tilt – il piano trasporti messo a punto da Regione e Trenitalia prevede un’offerta aggiuntiva sostanziosa.
Quarantadue treni straordinari, capaci di mettere in campo circa 43mila posti in più, saranno attivi per smistare i flussi da e verso il Piemonte e la riviera, con un potenziamento dedicato anche alle corse notturne per chi vorrà allontanarsi dalla calca.
Nelle stazioni di Brignole e Principe, settanta operatori (per un totale di centocinquanta turni di presidio) indosseranno pettorine rosse per indirizzare i viaggiatori, mentre nella giornata di domenica saranno impegnati anche 250 volontari della protezione civile nei punti informativi.
A completare il quadro di questa mobilità forzata, il Comune ha messo infine online un geoportale ufficiale, una sorta di versione istituzionale della mappa di Primocanale, dove sono segnalate le zone a traffico limitato (distinte in “verde scuro” e “verde chiaro” a seconda del grado di interazione con la parata) e dove si possono consultare le deroghe per la logistica merci, concessa solo nella finestra notturna tra le 3 e le 7, e i percorsi riservati ai malati diretti agli ospedali. dire +3




