Laura Pausini e quella frase sul microfono: la gaffe a doppio senso a Sanremo

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La prima serata del settantaseiesimo Festival di Sanremo, quella dedicata ai ricordi e agli omaggi, a Pippo Baudo come al maestro Peppe Vessicchio, ha riservato al pubblico dell’Ariston e a quello comodamente seduto davanti alla televisione un momento di improvviso e genuino imbarazzo, prontamente sciolto però dall’autoironia della diretta interessata. Il palco, si sa, è una gabbia dorata dove ogni parola può essere fraintesa e dove un semplice gesto tecnico, innocente nella sua routine, può trasformarsi in un tormentone involontario. Protagonista assoluta della scena, in quel frangente, è stata Laura Pausini, chiamata da Carlo Conti a ricoprire per l’intera durata della manifestazione il ruolo di co-conduttrice al suo fianco, una presenza che il direttore artistico ha voluto fin da subito centrale, rompendo con la consuetudine che vede i volti di supporto entrare in un secondo momento -2.

Proprio mentre la cantante di Solarolo, elegantissima nel suo abito nero dalla linea essenziale e dallo scollo a cuore, si accingeva a presentare l’artista successivo in scaletta, Conti, con la naturalezza di chi segue i tempi della regia, l’ha invitata ad avvicinare il microfono alla bocca per scandire bene il nome o forse per evitare un feedback. La reazione della Pausini, però, non è stata quella di chi esegue meccanicamente un ordine di scena, ma di chi, presa alla sprovvista, sente il bisogno di fornire una spiegazione, una giustificazione per quel movimento che poteva sembrare fuori posto. “Prima me l’avete messo qua, adesso ce l’ho in mano”, ha esclamato lei, indicando forse una postazione fissa o un supporto dove lo strumento era collocato in precedenza, per poi portare l’attenzione sulla presa diretta che aveva in quel momento.

È bastato un istante, il tempo necessario perché le parole “messo” e “mano” creassero nella mente degli ascoltatori quella connessione maliziosa che la stessa Pausini ha colto immediatamente. Il viso della cantante, infatti, si è illuminato in un sorriso che tradiva la consapevolezza del doppio senso appena scivolato via, involontario e piccante. Senza lasciare che l’imbarazzo si sedimentasse, con la prontezza di chi ha lunga dimestichezza con il palcoscenico, la co-conduttrice ha rassicurato platea e collega con un esilarante “No, mamma, tutto a posto eh” -1 -5 -9. Un appello alla propria figura materna, quasi a voler prendere le distanze da quell’interpretazione maliziosa, che ha funzionato da perfetto lubrificante sociale, trasformando una potenziale caduta di stile in un siparietto divertente e spontaneo.

Una presenza scenica che va oltre il ruolo di semplice spalla

L’episodio del microfono, sebbene destinato a diventare uno dei momenti virali di questa edizione, non deve però offuscare la performance complessiva della Pausini in questa sua nuova veste. Non era scontato, infatti, che una star abituata a riempire stadi in tutto il mondo e a muoversi con la disinvoltura di chi ha venduto decine di milioni di dischi -10, riuscisse a calarsi con altrettanta efficacia nei panni della “padrona di casa” televisiva, un ruolo che richiede sfumature diverse, fatte di ascolto, cedevolezza e tempismo comico. E invece, la cantante ha dimostrato di possedere quelle qualità, mostrandosi emozionata quanto basta per risultare autentica, come quando ha confessato di sentirsi a casa pur con quel leggero tremore che solo l’Ariston sa regalare, e ironica al punto giusto, senza mai sovrastare la conduzione di Conti o rubare eccessivamente la scena ai cantanti in gara.

La scelta di affidarle un ruolo così preponderante fin dalla prima serata, con ingressi a orari ben precisi che la vedevano protagonista anche nei cambi d’abito e nei momenti di transizione -7, è stata una precisa dichiarazione d’intenti da parte del conduttore toscano. Conti, noto per il suo savoir faire e per la capacità di mettere a proprio agio gli ospiti, ha voluto una compagna di viaggio solida, che potesse interloquire alla pari, come quando ha scherzosamente ribattezzato il suo supporto emotivo “Carlotan”, giocando sul noto ansiolitico -8. E lei, forte di trent’anni e più di carriera e di quella consapevolezza maturata dopo aver affrontato palchi e critiche di ogni tipo, ha ripagato la fiducia con una prova di sostanza, dove l’eleganza del portamento e la sicurezza nei tempi hanno fatto da contraltare a una spontaneità che, come dimostra la gaffe, non è mai del tutto addomesticabile.

Tra omaggi istituzionali e il trionfo di Tiziano Ferro

La prima serata, d’altronde, aveva già regalato altri momenti di intensità emotiva, a partire dal doveroso omaggio a Pippo Baudo, la cui voce ha introdotto lo stesso Conti sul palco, e al maestro Peppe Vessicchio, storico direttore d’orchestra. Non sono mancati però anche piccoli incidenti di percorso, come un refuso grafico dedicato agli ottant’anni della Repubblica Italiana, prontamente notato dai telespettatori più attenti e finito suo malgrado nel tritacarne dei social network. A sollevare il livello dello spettacolo, facendo letteralmente vibrare il teatro, ci ha pensato Tiziano Ferro, super ospite della serata, che ha celebrato sul palco il quarto di secolo dalla pubblicazione di “Xdono”, regalando al pubblico un’esibizione intensa e carica di quella nostalgia che solo i grandi successi sanno evocare -3. Un tripudio, il suo, che ha attraversato la serata come un’onda lunga, confermando la statura internazionale di un artista che, al pari della Pausini, ha saputo conquistare il mondo con la musica italiana.

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