Juve, per il ds si pensa a Ottolini, l'uomo delle relazioni internazionali

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La Juventus, nel definire l'assetto della propria direzione sportiva, sta serrando le file attorno a un profilo specifico, quello di Marco Ottolini, attualmente direttore sportivo del Genoa. La scelta, che sembra maturare con crescente convinzione all'interno del club bianconero, non è dettata dal caso ma da un percorso professionale che lo ha visto, in passato, contribuire in maniera significativa alla costruzione di quel progetto Next Gen, antesignano nel panorama italiano, dal quale sono emersi diversi talenti. La sua familiarità con l'ambiente e una visione che va oltre i confini nazionali lo rendono, agli occhi della proprietà, una figura particolarmente adatta a incarnare la nuova filosofia societaria.

Un curriculum tra Juventus e Genoa

Ottolini, il quale ha conseguito la nomina a direttore sportivo nell'ottobre del 2020 distinguendosi come il migliore del suo corso di formazione, vanta un trascorso di tutto rispetto. La sua esperienza precedente in bianconero, durante la quale ha gettato le basi per la squadra Under 23 e ha contribuito a gestire operazioni come quelle che hanno coinvolto diversi giovani, gli ha permesso di accumulare una conoscenza approfondita del meccanismo. L'attuale incarico al Genoa, che gli ha offerto per la prima volta la responsabilità completa della prima squadra, rappresenta la naturale evoluzione di un percorso che lo ha plasmato come un dirigente completo, pronto per un ritorno in una società di massimo livello.

La filosofia del "ministro degli Esteri"

Ciò che caratterizza l'approccio di Ottolini, e che sembra aver convinto i decisori juventini, è una visione internazionale del ruolo, ben espressa nella sua tesi di fine corso, intitolata "Le relazioni internazionali nel calcio globale". In quel lavoro, definito da alcuni illuminante, è racchiusa l'essenza del suo metodo: la capacità di agire, come ebbe a sottolineare Filippo Fusco nella postfazione, quasi come un "ministro degli Esteri" del club. Si tratta di una dote che consiste nel creare e coltivare una fitta rete di contatti a livello mondiale, trasformando ogni relazione in uno strumento concretamente utile per gli ambiti tecnici, lo scouting e l'organizzazione, con l'obiettivo di individuare opportunità e valorizzare il patrimonio calcistico.

Il valore economico e la visione di Comolli

La sua competenza, del resto, ha già prodotto tangibili benefici per la Juventus in un passato recente, quando si è occupato di gestire il percorso di diversi calciatori, le cui plusvalenze hanno arricchito le casse societarie. Questa attitudine a generare valore, unita a una prospettiva globale, lo ha reso il candidato ideale per Damien Comolli, il quale lo avrebbe indicato come la persona giusta per chiudere l'area tecnica insieme a Giovanni Manna. La sua figura, pertanto, non è vista come una semplice sostituzione, bensì come l'elemento funzionale a una prospettiva più ampia, che la società sta cercando di costruire con pazienza e lungimiranza.

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