The Voice Generations, le pagelle della finale: Arisa incanta come coach e come cantante (9), Antonella Clerici assegna (e vince) gli Oscar (10)
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Redazione Cultura e Spettacolo
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È stata una serata, quella di venerdì 27 marzo, destinata a rimanere impressa negli archivi del talent show di Rai1. La finale di The Voice Generations, condotta con la consueta disinvoltura da Antonella Clerici, ha messo in scena non solo la consueta gara di virtuosismi vocali ma un vero e proprio crocevia di storie familiari e professionali, dove il palco è diventato il luogo ideale per restituire il senso più autentico del programma. Dopo un lungo percorso iniziato con le Blind Auditions, la messa in onda dell’ultima puntata ha sancito il trionfo di Gilda Di Brino e Jessica Cice, appartenenti al team capitanato da Loredana Bertè, ma ha offerto anche spunti di valutazione netti per chi, dietro al banco dei giudici, ha saputo interpretare al meglio il proprio ruolo.
Tra i momenti di maggiore intensità, spicca il verdetto sulle performance dei coach, in particolare quello che riguarda Arisa. La cantante, presente nel programma in veste di giudice, ha dimostrato di possedere una doppia chiave di lettura artistica che l’ha resa protagonista assoluta della serata. Da un lato, la sua conduzione tecnica dietro al banco è apparsa puntuale, capace di intercettare le fragilità dei concorrenti con quella sensibilità che solo chi ha vissuto la competizione musicale può possedere; dall’altro, la sua esibizione canora (valutata con un 9 nelle pagelle ideali della stampa) ha confermato una maturità interpretativa che pochi altri nel panorama musicale italiano sanno eguagliare. La sua presenza ha costituito, per gran parte della serata, un contrappeso equilibrato tra il rigore tecnico e l’empatia, elementi spesso difficili da coniugare in un contesto di gara così carico di aspettative.
A fare da collante a questa edizione è stata però la figura di Antonella Clerici, la quale ha ricevuto il massimo dei voti (10) non solo per la conduzione ma per la capacità di trasformare la scena in un'estensione del proprio stile comunicativo. La conduttrice, come suo consueto, ha utilizzato il meccanismo degli "Oscar" – una sorta di premio simbolico assegnato ai momenti più significativi – riuscendo a vincere idealmente la sua personale competizione con il pubblico di casa. La sua abilità nel gestire i tempi, alternando momenti di divertimento a quelli di commozione sincera, ha permesso di tenere insieme storie molto diverse tra loro, senza mai scadere nella retorica facile. La sua conduzione ha rappresentato, di fatto, la colonna portante di una macchina televisiva che ha saputo bilanciare intrattenimento puro e narrazione partecipata.
La famiglia Venturini, applausi a pieni voti ma il podio sfuma
Tra le storie più seguite di questa edizione c’è stata senza dubbio quella della famiglia Venturini, originaria di Dovera, nel cremasco. Marco Venturini, storico frontman degli Studio3 (la band che spopolava nei primi anni Duemila), ha condiviso l’avventura con la moglie Maddalena Malizia – ex concorrente di Amici e volto noto di diversi programmi televisivi – e i figli Manuel e Mia. Il loro percorso, iniziato con un’esibizione intensa sulle note di “Mamma Maria” durante le audizioni, ha catturato l’attenzione del pubblico per la genuinità di un legame familiare che traspariva in ogni accordo.
Nella finale, i Venturini hanno portato sul palco un’interpretazione scoppiettante di “Ballo ballo” di Raffaella Carrà, un brano che ha spinto il pubblico a trasformare lo studio in una pista da ballo collettiva. Sebbene la vittoria sia andata altrove – con il trionfo delle due concorrenti del team di Loredana Bertè –, la loro partecipazione è stata comunque salutata da una standing ovation che ha suggellato il valore dell’esperienza al di là del risultato competitivo. Per Marco e Maddalena, abituati ai riflettori ma mai in questa veste familiare, l’avventura ha rappresentato una scommessa vinta sul piano umano, trasmettendo ai figli quella passione per la musica che da anni li muove.
Le pagelle: Arisa e Loredana Bertè dominano la scena
Guardando alle valutazioni della critica spontanea emersa dopo la diretta, i numeri raccontano di una serata dominata dalle figure femminili. Arisa, come detto, ha raccolto consensi sia come coach (per la scelta dei brani e la gestione della squadra) sia come artista in occasione dei duetti, totalizzando un 9 che pochi altri sono riusciti a eguagliare. Sul versante opposto, ma con lo stesso peso specifico, Loredana Bertè ha visto coronato il proprio lavoro di squadra con la vittoria delle sue assistite, Gilda e Jessica, che hanno convinto tutti con la versione di “Proud Mary” di Tina Turner. La loro esibizione, caratterizzata da una grinta e una precisione ritmica fuori dal comune, ha rappresentato il momento di massima tensione artistica della serata.
La conduzione di Antonella Clerici, infine, ha ottenuto il plauso unanime (10) per la capacità di destreggiarsi tra le varie anime del programma: la rigidità della competizione, la dolcezza delle storie familiari e la spettacolarità pura delle performance. Il suo stile, che mescola ironia e vicinanza emotiva, ha permesso di mantenere un ritmo serrato senza mai far calare l’attenzione, trasformando la finale in un vero e proprio evento televisivo di piazza. Il resto dei coach, pur offrendo prestazioni solide, è rimasto in secondo piano rispetto alla forza dirompente di queste due artiste, che hanno saputo imporre il proprio carisma sia nella gestione tecnica che nell’interpretazione diretta.




