Barberino di Mugello, l'ultima notte di un pensionato sotto sfratto

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un boato ha squarciato il silenzio della notte, alle 3.45 di lunedì, in via Garibaldi a Barberino di Mugello, un rombo così potente da sbalzare dal letto gli abitanti delle case vicine. L'esplosione, che ha divelto buona parte di un appartamento al primo piano di una palazzina, è stata l'epilogo di una vicenda personale che si consumava da mesi. Pierantonio Cianti, camionista in pensione di 71 anni, aveva da tempo ricevuto la comunicazione di dover lasciare quell'alloggio, ereditato dalla proprietaria dal nonno, perché la stessa intendeva venderlo. L'uomo, che vi si era trasferito dopo la morte della madre, non nascondeva il proprio risentimento, pur sapendo che la procedura di vendita fosse del tutto lecita, e agli amici, che lo chiamavano affettuosamente "Ciantolo", ripeteva ormai da tempo di voler "fare un casino". Un'espressione che, dopo l'accaduto, risuona con un'eco tragica e definitiva.

Il bilancio di una tragedia annunciata

Mentre i vigili del fuoco lavoravano per domare le fiamme e i soccorsi constatavano il decesso dell'uomo, la dimensione collettiva del dramma emergeva con forza. I vicini del piano sottostante, una famiglia con tre figli, sono fuggiti in pigiama tra il fumo nero e le fiamme, trovandosi poi con l'abitazione dichiarata inagibile. Un familiare della proprietaria, giunto sul luogo per un primo sommario sopralluogo ai danni, ha sottolineato come un elemento abbia limitato le conseguenze: «La fortuna è stata che il tetto ha ceduto subito, dando uno sfogo all'esplosione. E anche che il solaio era stato rifatto a regola d'arte. Altrimenti chissà quante vittime». Un dettaglio costruttivo che, in quel frangente, ha assunto un valore decisivo, circoscrivendo la tragedia alla sola vita del pensionato.

Una scadenza imminente e un gesto estremo

La tempistica dell'accaduto conferma una tragica consapevolezza. Cianti, infatti, avrebbe dovuto lasciare materialmente l'appartamento entro neppure 48 ore, giovedì. Un ultimo sms, inviato alla proprietaria poco prima dell'esplosione, sembra rappresentare il preludio al gesto estremo, sebbene le indagini delle autorità competenti dovranno accertarne ogni dinamica e responsabilità. Il camionista in pensione, padre di due gemelli, si è dunque trovato schiacciato tra l'incapacità di accettare la perdita di quella che considerava la propria casa e l'inevitabilità di una scadenza legale, trasformando una questione privata in un evento di pubblica devastazione.

Le indagini e il peso dei fatti

Sul posto, oltre ai soccorritori, sono immediatamente intervenuti i carabinieri e personale della Polizia scientifica per i rilievi di rito, mentre la magistratura ha avviato un'inchiesta per fare piena luce su quanto accaduto. Il familiare della proprietaria, inizialmente restio a parlare proprio per la delicatezza delle indagini in corso, ha poi confermato l'esistenza di un avviso dato "da tempo" all'inquilino riguardo alla vendita. Una procedura regolare, dunque, che non ha però trovato una soluzione conciliabile con le sofferenze personali di un uomo, le cui parole agli amici risuonano oggi come un macabro presagio di una notte che ha sconvolto l'intero quartiere.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.