Fantacalcio, gol di Bernabé o autogol di Tiago Gabriel: la decisione della Lega
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Redazione Sport
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Nella partita della diciannovesima giornata di Serie A, conclusasi con la vittoria in rimonta del Parma per 2-1 sul campo del Lecce, un episodio ha catalizzato l'attenzione degli addetti ai lavori e, in particolar modo, di quel vasto popolo di appassionati che si cimenta nei campionati di fantacalcio. La dinamica, di per sé lineare, ha visto un cross dal fondo sinistro del centrocampista gialloblù Adrian Bernabé, un pallone che, pur indirizzato con pericolosità verso l'area di rigore, sembrava potesse intercettare senza eccessive difficoltà il portiere o i difensori salentini. La conclusione dell'azione, invece, è stata determinata da una deviazione di testa, fatale e incontrollata, del difensore del Lecce Tiago Gabriel, la quale ha mutato completamente la traiettoria del pallone, finendo per insaccarsi alle spalle di un Wladimiro Falcone ormai superato e senza possibilità di intervento.
L'assegnazione ufficiale e le sue ripercussioni
Proprio quella deviazione, nonostante il cross originario fosse diretto verso la porta, è stata l'elemento decisivo che ha spinto la Lega Serie A, nell'analisi postuma dell'episodio e nella sua assegnazione ufficiale, a deliberare per l'autogol. Una decisione, questa, che ha quindi privato Bernabé del classico "più tre" nelle classifiche dei marcatori e, di riflesso, in quelle dei fantasy league, dove ogni punto statistico è conteso con la meticolosità di un ragioniere. Si tratta, in fondo, di una di quelle valutazioni tecniche che, poggiando su un regolamento preciso, attribuiscono la paternità del gol al difensore quando la sua azione modifica in maniera decisiva e involontaria la traiettoria di un pallone che altrimenti non sarebbe andato a segno, a prescindere dalla pericolosità iniziale dell'assist.
Il contesto di una gara turbolenta
Quell'autogol, che ha riportato in parità i conti dopo il vantaggio leccese siglato in apertura, si è inserito in un contesto di gara progressivamente teso e turbolento. Il Lecce, infatti, dopo un avvio esplosivo suggellato dal gol di Stulic dopo soli cinquantadue secondi, ha visto sfumare il proprio controllo dell'incontro a seguito di un'espulsione nella ripresa, un episodio che i cronisti hanno definito come una reazione "ingiustificabile" e che ha cambiato gli equilibri in campo. Da quel momento, la squadra di casa, già provata dall'episodio dell'autogol, ha perso lucidità, consentendo al Parma di gestire le fasi finali e di trovare, con Mateo Pellegrino, la rete del sorpasso e della vittoria.
Le parole del capitano ducale
A margine della partita, il capitano del Parma Enrico Delprato ha fornito una lettura asciutta e concentrata dei fatti di gioco, sottolineando come la squadra non si sia persa d'animo nonostante l'immediato svantaggio subito. "Sapevamo delle difficoltà della partita", ha dichiarato ai microfoni di Dazn, "aver preso gol dopo meno di un minuto è stato complicato". Parole che, inevitabilmente, hanno poi guardato avanti, verso il successivo impegno in calendario, una trasferta temibile dove, secondo l'esortazione del capitano, "non bisogna mai abbassare l'attenzione" e dove non ci si potrà assolutamente "cullare". Un monito che vale per il campo reale, così come per quello fantastico, dove ogni dettaglio statistico, compresa l'assegnazione di un gol, diventa materia di discussione e calcolo.




