Patrizia Conte vince "The Voice Senior" 2025: una vita per la musica coronata dal trionfo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Era considerata la favorita, e alla fine Patrizia Conte, 61 anni, tarantina di nascita e voce jazz di formazione, ha conquistato il titolo della quinta edizione di The Voice Senior, confermando le attese senza lasciare spazio a dubbi. Con il 35,44% dei voti del televoto, ha superato le rivali Maura Susanna e Monica Bruno, entrambe del team di Arisa, e Graziella Marchesi, sua compagna di squadra sotto la guida di Gigi D’Alessio.
Quella andata in onda l’11 aprile non è stata una semplice finale, ma una celebrazione della musica senza età, in cui la passione ha avuto la meglio su ogni altro elemento. Antonella Clerici, alla conduzione del talent di Rai1, ha orchestrato una serata ricca di emozioni, a partire dall’omaggio a Lucio Battisti con Il mio canto libero, eseguito dai quattro coach insieme ai dodici finalisti. Una scelta che ha ribadito lo spirito del programma: dare spazio a chi, pur avendo dedicato una vita all’arte, non ha mai smesso di credere nel proprio talento.
Patrizia Conte, che oggi insegna canto al Conservatorio, ha raccontato più volte il suo percorso: «La vita e la morte mi fanno paura, non voglio essere dimenticata. Vincere The Voice vuol dire aver lasciato un segno». Un’ammissione che spiega la determinazione con cui ha affrontato la competizione, trasformando ogni esibizione in un’occasione per dimostrare che l’età non è un confine quando si parla di espressione artistica.
La novità del televoto, introdotta in questa edizione, ha aggiunto un elemento di imprevedibilità, costringendo anche i coach a rivedere le proprie strategie. Alex Britti, tra i giudici, ha ottenuto un discreto 7 nelle pagelle virtuali dei telespettatori, mentre il momento più applaudito è stata la sorpresa della telefonata di Renato Zero, valutata con un 9. Ma il vero protagonista è stato il pubblico, che ha scelto senza esitazioni la Conte, riconoscendole non solo la tecnica, ma anche quell’intensità che deriva dall’aver vissuto la musica come una vocazione.




