Colpo alla mafia di Mazara e Marsala, 18 arresti
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Redazione Interno
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Nel corso di un'operazione antimafia condotta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Palermo, sono state arrestate 18 persone, accusate a vario titolo di associazione mafiosa, porto abusivo d’armi, turbata libertà degli incanti, estorsione, rapina e favoreggiamento personale. Tra gli arrestati figura Domenico Centonze, cugino del capomafia ergastolano Natale Bonafede, il quale, nel 2021, era stato assolto dall’accusa di aver ucciso due tunisini, Rafik El Mabrouk e Alì Essid, con due colpi di fucile, la notte del 3 giugno 2015, in contrada Samperi, tra Marsala e Mazara.
L'operazione ha gettato luce sui meccanismi di infiltrazione mafiosa nelle procedure giudiziarie, con gravi ripercussioni sull’economia locale. Un episodio di turbativa d’asta emerso durante l'inchiesta riguarda la vendita giudiziaria del bene immobile appartenente alla società Orto Verde di Giuseppe Alberto Argano s.a.s., situato tra Mazara del Vallo e Petrosino, fallita nell’ambito della procedura esecutiva.
Tra i nomi coinvolti nell'operazione spicca quello di Luigi Prenci, imprenditore mazarese, figura centrale in un complesso sistema di affari illeciti che spaziano dai supermercati alla pesca. I finanzieri del comando provinciale di Palermo hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip nei confronti di sette persone, portate in carcere, mentre dieci sono finite ai domiciliari e una è stata sottoposta all’obbligo di dimora nel comune di residenza.
L'inchiesta ha rivelato come la mafia riesca a infiltrarsi nelle attività economiche locali, sfruttando le aste giudiziarie per acquisire beni a prezzi vantaggiosi e consolidare il proprio potere sul territorio.




