Friedkin volta le spalle a Ranieri e rilancia Gasperini: la Roma si spacca sul futuro del senior advisor
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Redazione Sport
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La quiete apparente che precede la tempesta, a Trigoria, si è dissolta in un fragore di voci proveniente dal vertice societario. Dan Friedkin, che siede al timone della Roma da ormai diversi anni, avrebbe rotto gli indugi comunicando ai suoi più stretti collaboratori una decisione destinata a segnare una netta cesura negli equilibri del club: si va avanti con Gian Piero Gasperini, nonostante le frizioni sempre più palesi con Claudio Ranieri. Questa presa di posizione, che arriva dopo settimane di silenzi e dichiarazioni che hanno fatto tremare i polverosi uffici di Trigoria, non rappresenta soltanto una conferma per il tecnico ex dell’Atalanta, ma getta una luce sinistra sul futuro di Sir Claudio, il cui ruolo di “senior advisor” rischia ora di diventare una poltrona vuota. La volontà del presidente è stata ribadita con fermezza, quasi a voler blindare il progetto tecnico avviato la scorsa estate, nonostante i risultati altalenanti che hanno allontanato la squadra dalla zona Champions League.
Un divorzio annunciato: la convivenza impossibile tra i due tecnici
L’origine di questa spaccatura, che ormai tiene banco negli studi radiofonici della capitale, affonda le radici in un rapporto professionale nato male e finito peggio. Dopo le recenti dichiarazioni rilasciate da Ranieri, il quale aveva sottolineato come la scelta di Gasperini fosse solo una delle opzioni sul tavolo (e non la prima), il clima si è surriscaldato fino al punto di rottura. Gasperini, da parte sua, non ha nascosto il suo disappunto per quella che ha percepito come una mancanza di copertura da parte della società, arrivando a chiedere pubblicamente quella “sintonia” che aveva reso grande la sua esperienza a Bergamo. Secondo le indiscrezioni raccolte, i due allenatori ormai si ignorerebbero da giorni negli stessi spazi di Trigoria: un silenzio gelido che ha costretto la proprietà a prendere una posizione netta. L’uomo scelto per traghettare la Roma nel futuro è Gasperini, e questa scelta implica necessariamente un ridimensionamento (se non un vero e proprio addio) per Ranieri, che potrebbe presto trovarsi a fare un passo indietro per non ostacolare la nuova gestione.
L’ultimatum e le condizioni del tecnico per restare
La fiducia espressa dai Friedkin, però, non è incondizionata. Pare che Gasperini abbia colto l’occasione per dettare le sue condizioni, utilizzando la leva della conferma per chiedere un radicale cambiamento negli organigrammi societari. Il tecnico avrebbe preteso di non avere più alcun rapporto diretto con Ranieri, chiedendo di fatto la rimozione del senior advisor dalle dinamiche quotidiane della prima squadra. Ma non è tutto: a finire sul banco degli imputati è anche il direttore sportivo Frederic Massara, con il quale il rapporto non sarebbe mai decollato sul piano tecnico e umano. Gasperini, che spesso ha lamentato la lentezza del mercato e l’inadeguatezza dello staff medico (colpevole, a suo dire, del numero esorbitante di infortuni muscolari), vorrebbe portare suoi uomini per rivoluzionare la gestione atletica e sanitaria del club. Il presidente Friedkin, di fronte a queste richieste, sembra intenzionato ad assecondarlo, anche a costo di smantellare l’attuale dirigenza. L’assenza di figure apicali come un amministratore delegato o un direttore generale, una mancanza che da tempo rende la Roma fragile nei momenti di crisi, potrebbe infine essere colmata per dare più potere al tecnico.
L’ombra della Champions e il verdetto del campo
Nonostante il “voto” di Dan Friedkin, il destino di Gasperini potrebbe non essere sigillato completamente. Secondo alcune voci insistenti, in particolare quelle del direttore di Radio Radio Ilario Di Giovambattista, il tecnico non sarebbe affatto al sicuro da un colpo di scena; la sua permanenza sarebbe legata a doppio filo con la qualificazione alla prossima Champions League. Se la Roma dovesse fallire l’accesso alla massima competizione europea – obiettivo dichiarato a inizio stagione – la pazienza della proprietà potrebbe esaurirsi, portando a un esonero immediato, magari prima ancora del fischio finale dell’ultima giornata. La situazione in classifica, con la squadra invischiata in una lotta serrata con le dirette concorrenti, rende questo scenario tutt’altro che remoto. Le recenti prestazioni, descritte dalla stampa specializzata come un “flop” con soli sette punti raccolti nelle ultime sei partite, hanno acuito la tensione e reso l’ambiente ancora più tossico. In questo clima di sospensione, la decisione di Friedkin di puntare su Gasperini rappresenta un azzardo e, al contempo, un ultimatum: l’allenatore avrà pieni poteri per rivoluzionare la squadra, ma dovrà farlo subito, perché il risultato è l’unico parametro che conta in una piazza esigente come quella romanista. Ranieri, intanto, osserva da fuori, pronto a farsi da parte ma consapevole che questa separazione potrebbe essere la fine della sua avventura nella capitale.




