Annabella Martinelli, le ultime immagini prima del buio. La procura indaga per sequestro

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Mentre le ricerche nei fitti boschi e nelle impervie grotte dei Colli Euganei continuano a non dare esito, con gli uomini del soccorso alpino che si sono calati con le corde in cavità naturali e le unità cinofile che hanno battuto a tappeto i campi, la procura di Padova ha deciso di diffondere quelle che, al momento, rappresentano le ultime immagini di Annabella Martinelli prima della sua scomparsa. I tre fotogrammi, catturati da un impianto di videosorveglianza a Teolo, un paese di poco più di novemila anime arroccato a circa venticinque chilometri dal capoluogo, fissano per l’ultima volta la presenza della studentessa ventiduenne nella serata dell’Epifania. La giovane, immortalata mentre procede in bicicletta, indossa un giubbotto verde e dei jeans, mentre sulla schiena si intravede uno zaino rosso.

Il lungo percorso nella notte e il racconto della "supertestimone"

La sequenza temporale ricostruita dagli investigatori, la quale delinea un itinerario solitario e inatteso, mostra come Annabella abbia prima ritirato due pizze da asporto in città verso le dieci di sera, per poi intraprendere in sella alla sua bicicletta un viaggio di venti chilometri in direzione ovest, verso la cerchia dei colli. È in questo contesto che si inserisce la testimonianza di un’altra diciannovenne, l’ultima persona ad aver parlato con la Martinelli e ora al centro delle indagini. La ragazza ha riferito di aver incontrato Annabella nel cuore della notte, precisamente sui tornanti che salgono verso Teolo, mentre la studentessa padovana spingeva a mano la propria bicicletta. "Pensavo le fosse caduta la catena", ha spiegato la testimone, aggiungendo di averle offerto aiuto, un gesto che sarebbe stato però rifiutato dalla stessa Martinelli prima di perdersi nel buio.

Dalla scomparsa al cambio di quadro giudiziario

Il ritrovamento della bicicletta, abbandonata in località Villa di Teolo, ha segnato da subito una svolta inquietante nelle indagini, spostando progressivamente l’attenzione degli inquirenti dall’ipotesi di un volontario allontanamento a quella di una possibile coercizione. Un mutamento di prospettiva, questo, che ha trovato un riscontro formale nelle scelte della magistratura padovana, la quale ha ufficialmente aperto un fascicolo per il reato di sequestro di persona. La decisione, maturata dopo giorni di ricerche infruttuose condotte anche con l’ausilio di droni e di un elicottero, riflette la crescente apprensione per le sorti della giovane e la volontà di investigare su ogni eventuale pista, comprese quelle che implicano un terzo coinvolto.

Gli interrogativi aperti e il peso dei dettagli

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