Tempesta polare negli Stati Uniti, migliaia di voli cancellati e allerta per 230 milioni di persone
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Redazione Esteri
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Una coltre di freddo estremo, originata dal vortice polare, avvolge il Nord America trasformandosi in una tempesta invernale di portata storica, la più significativa di questa stagione, che tiene con il fiato sospeso gli Stati Uniti alla vigilia di quello che viene definito il peggior giorno dell'anno per le condizioni climatiche. L'evento, partito dalle Montagne Rocciose e dalle Grandi Pianure, minaccia ormai di estendersi, entro il fine settimana, verso le regioni meridionali e il Midwest per raggiungere senza esclusione di colpi la costa orientale e spingersi, infine, sino al Maine. Sono almeno 230 milioni gli individui sul cui capo pende l'allerta meteorologica, molti dei quali si trovano in aree dove il termometro potrebbe crollare fino a -32 gradi centigradi, un valore che, unito alla furia del vento, rende l'esposizione all'aperto un rischio mortale e mette in ginocchio le infrastrutture più essenziali.
Il caos nei trasporti e la corsa ai ripari
La macchina dei soccorsi e della prevenzione, mentre il presidente Trump dichiara lo stato di emergenza in diversi Stati, è già in moto da giorni per cercare di arginare i danni di un fenomeno che gli esperti del National Weather Service non esitano a paragonare, per potenziale distruttivo, a un uragano. Il sistema dei trasporti, quello aereo in particolare, mostra i primi segni di collasso con oltre novemila voli già cancellati, un numero destinato a salire data l'evoluzione della perturbazione che promette intense nevicate e una pericolosa fascia di ghiaccio dall'Est del Texas fino alla Carolina del Nord. Parallelamente, nelle zone più esposte, si registra una corsa frenetica ai supermercati per l'acquisto di beni di prima necessità, mentre le autorità locali stanno allestendo rifugi di emergenza per offrire un riparo ai milioni di senzatetto che popolano le città.
L'emergenza infrastrutturale e il pericolo isolamento
Il cuore del problema, al di là della neve che in alcune località potrebbe accumularsi per quaranta centimetri, risiede nella combinazione letale di temperature polari e raffiche di vento, capaci non solo di provocare blackout elettrici di lunga durata ma anche di isolare interi centri abitati, tagliando i collegamenti stradali e rendendo impossibile qualsiasi intervento. Si teme, in sostanza, il ripetersi di scenari già visti in passato, quando ondate di gelo analoghe hanno paralizzato regioni poco abituate a simili fenomeni, mettendo a dura prova la resilienza delle reti energetiche e idriche. Le misure preventive, per quanto massicce, devono fare i conti con l'estensione geografica dell'evento, che coinvolge una fetta enorme del paese dal New Mexico al New England.
La risposta federale e la sfida del freddo estremo
La risposta federale, coordinata dalla protezione civile, cerca di tenere il passo con un'emergenza in costante evoluzione, concentrando gli sforzi sia sull'informazione alla popolazione, invitata a non sottovalutare i pericoli e a rimanere al chiuso, sia sul potenziamento delle strutture di prima accoglienza. L'obiettivo immediato è evitare il più possibile perdite di vite umane, un pericolo concreto considerata la rapidità con cui l'assideramento può sopraggiungere in simili condizioni. La tempesta, il cui picco è atteso per i prossimi giorni, rappresenta una prova generale per la gestione delle catastrofi naturali in un'era di cambiamenti climatici, sebbene le attenzioni siano ora puntate esclusivamente sul presente e sulla capacità di proteggere chi è più vulnerabile.
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