Le shortlist dei David di Donatello accendono i riflettori, tra favoriti e sorprese
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Si comincia a delineare il quadro dei possibili candidati per la cinquantesima edizione dei David di Donatello, il cui annuncio ufficiale è previsto per il prossimo marzo. L'Accademia del Cinema Italiano ha infatti reso pubbliche le prime shortlist, frutto del voto espresso tra il 19 e il 26 gennaio da una parte dei giurati, specificamente quelli appartenenti alle categorie tecniche e a quelle dedicate ai documentari e ai cortometraggi. Un primo, significativo passo che permette di intuire le tendenze in vista della fase decisiva, anche se molto rimane ancora da decidere. Tra i lavori che hanno già conquistato un posto in questa prestigiosa lista preliminare spicca "Primavera", opera prima di Damiano Michieletto, che con ben otto segnalazioni nelle categorie tecniche – dall’acconciatura al casting, passando per i costumi – si pone come uno dei titoli più votati in questa fase iniziale, dimostrando come l'esordio alla regia del noto direttore d’opera possa già ambire a un riconomento di alto profilo.
Il cortometraggio nato da un progetto formativo
Una delle rivelazioni più interessanti di questa prima tornata di selezione arriva dalla categoria dei cortometraggi, dove ha trovato spazio "Le Faremo Sapere". Il film, nato all'interno del progetto formativo "Settima Arte Festival" – promosso e sostenuto da Oriocenter e ideato ed erogato da Skillherz – rappresenta un caso esemplare di come un'iniziativa legata alla formazione scuola-lavoro possa arrivare a competere nell’ambito più autorevole del cinema nazionale. L'ingresso nella shortlist, del resto, non è che l'ultimo di una serie di riconoscimenti per questo lavoro, che già in passato aveva dimostrato di possedere una cifra stilistica e narrativa notevole, catturando l'attenzione della giuria specialistica composta da 265 votanti.
La strada verso le cinquine ufficiali
Il percorso che porta alla proclamazione dei vincitori è lungo e articolato, e questo primo passaggio ha un valore puramente indicativo, seppur di grande prestigio. Le shortlist annunciate, che includono anche quelle per i documentari votate da 346 giurati, costituiscono infatti la base di partenza su cui si eserciterà, a marzo, il giudizio dell'intera giuria dei David di Donatello. Sarà quest'ultima, composta da una cerchia più ampia di professionisti del settore, a determinare le cinquine ufficiali nelle varie categorie, decretando quindi quali nomi e quali opere avranno accesso alla fase finale della competizione. Un meccanismo che garantisce una valutazione a più livelli, tentando di conciliare il parere degli specialisti di ogni disciplina con quello della comunità cinematografica nel suo insieme.
Un premio che guarda al futuro del cinema italiano
L’edizione 2025 dei premi, che celebra il traguardo dei cinquant'anni, si presenta dunque fin da queste prime battute come un osservatorio privilegiato sulle nuove tendenze e sui talenti emergenti. La presenza in lista di un'opera prima come "Primavera" e di un cortometraggio generato da un progetto territoriale formativo come "Le Faremo Sapere" sembra indicare una certa attenzione della giuria verso le nuove voci e verso percorsi di produzione non convenzionali. Si tratta di segnali che, seppur preliminari, raccontano di un'industria che, attraverso il suo premio più importante, si interroga anche sul proprio futuro e sui meccanismi di scoperta e valorizzazione delle maestranze, siano esse tecniche o artistiche. Il tutto mentre si attende, naturalmente, l'appuntamento di marzo per conoscere i titoli che si contenderanno il David in tutte le categorie principali, dalla migliore regia al miglior film.




