Houthi attaccano Riad: colpiti aeroporto e raffineria Aramco

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Gli Houthi hanno annunciato di aver attaccato l'aeroporto internazionale di Riad e una raffineria della compagnia petrolifera Aramco, estendendo ancora una volta la guerra nello Yemen al territorio dell'Arabia Saudita. Le azioni contro la capitale saudita sono arrivate mentre le forze governative yemenite, sostenute militarmente da Riad, hanno intensificato l'offensiva contro i ribelli filoiraniani su diversi fronti. Forti esplosioni sono state avvertite nella capitale nella serata del 5 ottobre, mentre le milizie hanno rivendicato anche operazioni contro altre installazioni saudite.

Gli attacchi in Arabia Saudita e i raid contro gli aeroporti

L'escalation ha interessato anche il sud del regno. L'autorità saudita per l'aviazione civile ha comunicato che tre persone hanno riportato ferite lievi negli attacchi contro gli aeroporti di Jazan e Najran, dove sono stati registrati anche danni materiali. Le operazioni negli scali sono successivamente riprese. I ribelli hanno dichiarato di aver utilizzato missili e droni contro obiettivi sauditi, inserendo le incursioni nella risposta all'intervento militare a sostegno delle truppe fedeli al governo yemenita.

La pressione militare si è contemporaneamente spostata su alcuni dei punti più sensibili dello Yemen occidentale. Le forze sostenute dai sauditi hanno avviato l'operazione denominata “Dawn of Yemen” con l'obiettivo dichiarato di riconquistare i territori passati sotto il controllo ribelle, concentrando una parte dello sforzo attorno allo stretto di Bab el-Mandeb. La coalizione ha riferito l'impiego di cento aerei nelle sortite effettuate all'alba, mentre l'esercito yemenita ha parlato complessivamente di oltre mille attacchi contro posizioni avversarie.

Combattimenti a Taiz e offensiva verso Sanaa

Un altro fronte particolarmente intenso è quello della provincia di Taiz. Filmati diffusi il 6 ottobre dalle forze governative mostrano, secondo la loro versione, combattenti impegnati contro le milizie nel distretto di Jabal Habashi: nelle immagini si vedono uomini armati filo-governativi avanzare sul terreno durante gli scontri. La città di Taiz ha un'importanza strategica perché si trova lungo collegamenti cruciali tra la costa del Mar Rosso e Aden, sede provvisoria delle istituzioni riconosciute a livello internazionale.

Il governo centrale ha inoltre annunciato l'avvio di una nuova offensiva diretta verso Sanaa, capitale controllata dai ribelli da oltre un decennio. La campagna punta a recuperare l'intero territorio passato nelle loro mani e segue settimane di combattimenti lungo la costa occidentale. Le truppe governative hanno dichiarato di aver riconquistato Dhubab, località immediatamente a nord di Bab el-Mandeb, mentre sul terreno le rivendicazioni delle due parti rimangono difficili da verificare in modo indipendente a causa dell'accesso limitato alle zone interessate dagli scontri.

La guerra si allarga e coinvolge Pakistan e Turchia

L'intensificazione degli attacchi ha attivato anche il nuovo accordo di difesa tra Arabia Saudita, Pakistan e Turchia. Dopo una riunione d'emergenza tenuta nella capitale saudita, Islamabad e Ankara hanno concordato l'invio di forze a sostegno del regno nell'ambito del patto firmato ad agosto, anche se per il contingente turco è necessario il completamento dell'iter parlamentare previsto. Il coinvolgimento dei due Paesi arriva dopo settimane di incursioni contro infrastrutture petrolifere, militari e civili saudite.

La nuova fase dei combattimenti si inserisce in una guerra civile iniziata nel 2014 e tornata a intensificarsi durante l'estate del 2026. A settembre i ribelli avevano conquistato l'intera costa occidentale affacciata sul Mar Rosso, compresa l'area di Mocha, aumentando la pressione su una delle principali rotte marittime internazionali. L'Organizzazione delle Nazioni Unite ha indicato in oltre 184 mila le persone costrette ad abbandonare le proprie abitazioni dall'inizio della recente ripresa delle ostilità.

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