Ferrari, la telemetria di Miami svela un problema strutturale
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Redazione Sport
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Non bastano i sorpassi, né i colpi di reni in gara: la Ferrari, che pure aveva mostrato segnali di ripresa nelle prime prove della stagione, a Miami ha toccato un nuovo fondo. I dati della telemetria, analizzati dopo le qualifiche del Gran Premio, raccontano una storia impietosa: la SF-25, l’unica arrivata in Q3 con Charles Leclerc, ha perso sette decimi solo nelle quattro curve centrali del tracciato. Un distacco che non si spiega con la velocità sul rettilineo – dove il motore sembra reggere il confronto – ma con una difficoltà cronica nell’ottimizzare le gomme, soprattutto sul giro secco.
Se Max Verstappen ha conquistato la pole con un margine netto, e persino Lando Norris e Kimi Antonelli hanno fatto meglio del monegasco, il problema non è solo di setup. «La situazione è diversa rispetto al 2023», ha ammesso Frederic Vasseur, evitando però di nascondere l’evidenza: mentre la Red Bull e la McLaren hanno fatto passi avanti nella gestione degli pneumatici, la Ferrari arranca, incapace di trasformare il potenziale teorico in prestazioni reali. E il risultato, come dimostrano l’ottavo posto di Leclerc e il dodicesimo di Carlos Sainz, è che la scuderia, oggi, non è nemmeno la terza forza in pista.
A preoccupare, più dei distacchi, è la progressione delle altre squadre. La Williams, per esempio, ha piazzato entrambe le vetture davanti a una delle due rosse, confermando che il divario tecnico si sta assottigliando pericolosamente. «È inaccettabile», ha commentato un tecnico della scuderia, che preferisce restare anonimo. E mentre i fan si chiedono dove sia finita l’aggressività mostrata nei test invernali, i dati della telemetria indicano un deficit preciso: la vettura perde troppo tempo nelle curve a medio raggio, dove la mancanza di carico aerodinamico si fa sentire in modo particolare.




