Ape Piaggio, addio all'Italia dopo 76 anni
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Redazione Economia
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Dopo 76 anni di produzione ininterrotta nello stabilimento di Pontedera, la Piaggio ha deciso di trasferire la produzione dell'Ape in India. Questo veicolo iconico, nato nel 1948, ha rappresentato un simbolo del boom economico italiano del Dopoguerra, contribuendo in modo significativo alla rinascita nazionale. La decisione, comunicata alle maestranze di Pontedera, è stata presa a causa delle nuove normative europee sui veicoli, che rendono troppo costoso adeguare l'Ape agli standard richiesti.
L'Ape, derivato dai primi modelli della Vespa, è stato prodotto in oltre 6 milioni di esemplari e ha trovato impiego in vari settori, grazie alla sua versatilità. Tuttavia, l'attuale proprietà, guidata da Matteo e Michele Colaninno, ha ritenuto più conveniente trasferire la produzione in India, dove i vincoli in materia di emissioni inquinanti sono meno stringenti. Questo spostamento permetterà di concentrare le risorse dello stabilimento toscano sulla produzione di modelli più richiesti dal mercato, come il Porter Npe, la versione elettrica del mini-van a quattro ruote.
La chiusura della produzione dell'Ape a Pontedera segna la fine di un'era per uno dei veicoli più amati e riconosciuti in Italia. La decisione, seppur dolorosa, è stata dettata da motivi economici e dalla necessità di adattarsi alle nuove esigenze del mercato. L'Ape continuerà a essere prodotta esclusivamente in India, per il mercato locale e per quello africano, dove la domanda rimane alta e le normative ambientali sono meno rigide.
La Piaggio ha scelto di investire nel futuro, convertendo le linee produttive dello stabilimento di Pontedera per realizzare veicoli più moderni e sostenibili.




